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Leonardo in cura dimagrante Il titolo vola in Borsa del 5,5%

Mille persone in meno nella divisione aerostrutture, «duramente colpita dalla crisi dell’aeronautica commerciale». «Ipotesi di dismissione» dell’automazione postale. Riduzione di 11 siti dell’elettronica per la difesa in Italia in due anni. Leonardo-Finmeccanica lancia un piano per migliorare l’efficienza industriale, soprattutto nella divisione aerostrutture, «mentre il resto delle divisioni sta dando buoni risultati, gli elicotteri, l’elettronica e i velivoli», ha detto ieri l’a.d. Alessandro Profumo, nella presentazione dei risultati 2020 agli analisti.

I dati e le proiezioni annunciati dal gruppo sono stati accolti in maniera favorevole dagli investitori. Dopo un ribasso iniziale del 2,8% il titolo ha guadagnato fino al 7%, chiudendo con +5,56% a 7,484 euro. Leonardo prevede quest’anno «una ripresa del percorso di crescita» e un miglioramento dei conti, malgrado i problemi della divisione aerostrutture, colpita soprattutto dalla forte riduzione della produzione del Boeing 787 e del consorzio Atr.

«Sulla base di un atteso miglioramento della situazione sanitaria globale», Leonardo fa le seguenti stime nella «guidance 2021»: ordini per circa 14 miliardi di euro (13,8 miliardi nel bilancio 2020), ricavi per 13,8-14,3 miliardi (13,4 miliardi), Ebita 1.075-1.125 milioni (938 milioni). L’indebitamento finanziario netto dovrebbe diminuire da 3,3 a «circa 3,2 miliardi».

Il flusso di cassa operativo (Focf) è previsto in recupero dai 40 milioni del 2020 a circa 100 milioni, senza distribuire il dividendo (che valeva 80 milioni l’anno). Il Focf rimane inferiore agli anni precedenti (241 milioni nel 2019, 336 milioni nel 2018).

Le stime sono a perimetro invariato, prima di operazioni straordinarie come il collocamento, previsto entro fine mese, di una quota di minoranza dell’americana Drs e di eventuali acquisizioni. «Manterremo la maggioranza in Drs e una significativa presenza nel mercato della difesa negli Stati Uniti», ha detto Profumo. «Anche se abbiamo il problema delle aerostrutture, le altre divisioni vanno bene e generano cassa. Nell’intero piano prevediamo di generare un Focf complessivo pari ai debiti a fine 2020», ha spiegato. Dal 2021 al 2025 il gruppo dovrebbe quidi generare almeno 3,3 miliardi di Focf, prima di operazioni straordinarie.

«A causa del Covid-19 il nostro piano industriale nelle aerostrutture che prevedeva il break even nel 2021 non è raggiungibile», ha detto Profumo. «Nel 2020 le aerostrutture hanno assorbito cassa per più di 300 milioni, quest’anno è previsto un assorbimento di 350-400 milioni», ha spiegato la Cfo, Alessandra Genco.

Il piano aerostrutture «prevede 500 pensionamenti anticipati, altre 500 persone faranno altro o saranno spostate in altre divisioni», ha detto il d.g., Lucio Valerio Cioffi. Gli impianti sono a Pomigliano, Grottaglie che fa solo le fusoliere del 787, Nola e Foggia. «C’è un confronto con Boeing sui costi del programma 787. Un conto è produrre 14 fusoliere al mese come nel 2019, altro conto è produrne 5 come quest’anno», ha detto Cioffi, facendo notare che «i programmi di Airbus si stanno riprendendo meglio».

Leonardo chiede a Boeing una variazione dei prezzi per coprire i costi di una produzione più bassa. «Per le fusoliere del 787 siamo l’unico fornitore. Senza di noi il 787 non esiste», ha chiarito Profumo. Per l’automazione industriale, 400 persone a Genova e 150 milioni di ricavi, Profumo ha detto che «l’ipotesi è la dismissione». In crescita ricavi e margini della divisione velivoli, soprattutto per la produzione Efa-Kuwait: i ricavi nel 2020 sono aumentati del 13,1% a 2.634 milioni e l’Ebita del 10,9% a 355 milioni.

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