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L’elusione sarà ancora reato

L’elusione fiscale continuerà ad avere rilevanza penale. E con i necessari distinguo tra evasione ed elusione per i furbi del fisco si potranno aprire le porte del carcere anche fino a sei anni. Con due tratti di penna sull’abuso del diritto e sulla riforma del sistema sanzionatorio, la delega fiscale si sblocca e torna, per la terza volta, al Consiglio dei ministri di oggi per il suo varo definitivo. Dalla settimana prossima approderà alla Camera per iniziare il suo iter parlamentare.
A bloccare per oltre un mese la riforma del sistema tributario sono state, soprattutto, le osservazioni mosse dal Quirinale su quello che, da più parti, era stato visto come un vero e proprio colpo di spugna sulla rilevanza penale dell’elusione fiscale. I dubbi, poi, su un possibile effetto retroattivo della nuova codificazione dell’abuso del diritto, a tutto vantaggio anche dei vertici delle banche coinvolte in pesanti accertamenti del Fisco, ha spinto il ministero della Giustizia e quello dell’Economia a confrontarsi a lungo sulla messa a punto del testo definitivo.
La scelta finale è stata quella forse più semplice e di immediata comprensione: l’eliminazione secca del principio inizialmente previsto sia nell’articolo 5 sull’abuso del diritto, sia nell’articolo 8 sulla revisione del sistema sanzionatorio che prevedeva «l’esclusione della rilevanza penale per i comportamenti ascrivibili a fattispecie elusive».
Nel riformulare, poi, i principi della delega che dovranno essere adottati per riscrivere l’intero sistema sanzionatorio, la nuova versione del disegno di legge di riforma nel confermare l’introduzione di criteri di predeterminazione e proprzionalità della sanzione rispetto alla gravità dei comportamenti, prevede espressamente la «punibilità con la pena detentiva compresa fra un minimo di sei mesi e un massimo di sei anni». Il tutto dando maggior rilievo – si legge ancora nell’articolo 8 riformulato – ai reati «per comportamenti fraudolenti, simulatori o finalizzati alla creazione e utilizzo di falsa documentazione».
Nel mantenere la rilevanza penale dell’elusione, viene comunque introdotto un nuovo principio di garanzia per i contribuenti secondo cui il legislatore delegato dovrà individuare «i confini tra le fatispecie di elusione e quelle di evasione» ma anche «delle relative conseguenze sanzionatorie».
La revisione delle sanzioni, al netto delle modifiche concordate tra Giustizia ed Economia, mantiene comunque inalterato il principio cardine della riforma dell’intero sistema, ovvero che queste dovranno essere correlate all’effettiva gravità dei comportamenti. E questo con l’introduzione della possibilità di ridurre le sanzioni in casi di minore gravità o di applicare sanzioni amministrative anziché penali.
Per quanto riguarda, invece, la disciplina dell’abuso del diritto, anche in questo caso al netto della modifica sulla rilevanza penale dell’elusione, la delega conferma la volontà del Governo di giungere a una definizione generale di abuso da unificare con quella dell’elusione per renderla applicabile a tutti i tributi.
La delega prevede anche specifiche regole procedimentali per garantire un efficace confronto con l’amministrazione a tutela del diritto di difesa del contribuente. E prevedendo espressamente che dovrà spettare al Fisco l’onere di dimostrare il disegno abusivo, le manipolazioni e le alterazioni degli strumenti utilizzati. Al contribuente resterà, invece, l’onere di dimostare comunque le valide ragioni extrafiscali o concorrenti che giustificano il ricorso della condotta abusiva.
Una volta ottenuto il via libera di Palazzo Chigi, la riforma fiscale per avere un barlume di successo dovrà letteralmente “volare” nel suo iter parlamentare. E potrebbe comunque non bastare per questo stralcio finale di legislatura. La strada alternativa già ipotizzata, almeno in ambito parlamentare, potrebbe essere proprio quella di accelerare su alcuni principi portanti della riforma: dalla riforma del catasto ai punti più dibattuti, ovvero la codificazione dell’abuso del diritto e la revisione del sistema sanzionatorio.

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