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Lehman, quarta tranche di rimborsi dall’Olanda

Prende il via oggi un’altra tranche dei rimborsi per i creditori Lehman Brothers. La controllata olandese, Lehman Brothers Treasury (Lbt), della banca americana finita in Chapter 11 avvia oggi la quarta rata dei rimborsi dopo aver ricevuto a sua volta dalla capogruppo Lehman Brothers holding (Lbhi) i pagamenti pro-quota a inizio ottobre. I creditori Lbt, veicolo che ha emesso la gran parte dei bond finiti in Italia, sono obbligazionisti garantiti dalla capogruppo americana e rappresentano una delle categorie che sta ricevendo maggiore soddisfazione dal piano di ristrutturazione. La percentuale in distribuzione oggi da parte di Lbt è pari al 4,24%, superiore dunque al 3,7% che la capogruppo Usa aveva riconosciuto alla controllata olandese a inizio ottobre. Il pagamento di questa tranche porta dunque sopra al 46% il recovery rate per questa categoria di creditori. Il motivo del discostamento tra le due percentuali va soprattutto ricercato nell’effetto cambio tra dollaro ed euro che avvantaggia chi riceve il pagamento nella valuta europea. La fase dei rimborsi non si ferma qui e continuerà, con una cadenza di due volte l’anno a primavera e in autunno, almeno anche il prossimo anno. L’indicazione si ricava dai dati pubblicati sul documento che traccia lo stato dell’arte del cash-flow generato dall’amministrazione degli asset di Lehman Brothers Holding e che fotografa la situazione al luglio scorso. Innanzi tutto emerge il dato significativo che da quando è stato avviato il piano di ristrutturazione, nel 2011, ad oggi, le stime sul tesoretto complessivo che l’amministratore avrebbe avuto a disposizione per ripagare i creditori è passato da circa 60 miliardi iniziali a circa 90 miliardi stimati a luglio 2014. E ancora: rispetto alle previsioni fatte lo scorso anno (pari a 80,6 miliardi), l’amministrazione calcola che quest’anno la gestione è in grado di assicurare proventi aggiuntivi per circa 9 miliardi (88,8 miliardi). Rispetto alla somma complessiva di 90 miliardi previsti nel 2014, 57 miliardi sono già stati distribuiti tra il 2011 e aprile 2014, 10 miliardi sono stati rimborsati a inizio ottobre (di cui la rata in pagamento oggi rappresenta una parte). Restano ancora 20 miliardi di dollari che non sono stati distribuiti e che probabilmente verranno rimborsati a partire dal prossimo anno.  A questi si potrebbero poi ad aggiungere altri proventi della gestione degli asset in bonis e dalla risoluzione dei contenziosi nel corso del 2015. Altro aspetto interessante sono le somme che la capogruppo americana si aspetta di recuperare dalle ex controllate Lehman finite in default in paese diversi dagli Stati Uniti e dunque gestite amministrazioni fallimentari differenti. Nel le stime indicano una cifra di 14 miliardi, rispetto ai 10 miliardi previsti nel 2013. Con tutta probabilità sono proprio i flussi di cassa derivanti da questa categoria di recuperi ad aver fatto crescere in maniera significativa il tesoretto a disposizione per i creditori. Nel documento sul cash-flow si fa anche il punto sui creditori ammessi ai rimborsi: il totale dei claim, inizialmente stimato in 369 miliardi di dollari, si è ridotto – a seguito evidentemente anche delle verifiche e delle contestazioni sui requisiti di chi ha richiesto l’insinuazione al passivo – a 341 miliardi di dollari. Elemento, anche questo, che indirettamente va ad aumentare la quota di rimborsi di chi, invece, è rimasto nella partita.
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