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Lehman «beffa» i creditori italiani

di Laura Serafini

C'è un'amara sorpresa per i risparmiatori italiani, possessori di crediti su bond emessi da Lehman Brothers, che hanno fatto l'insinuazione al passivo della ex banca d'affari avvalendosi delle registrazioni collettive gestite dalle banche italiane. Questi sono la gran parte dei 50 mila risparmiatori italiani che hanno comprato bond Lehman: oggi si scopre che incasseranno di meno e con tempi decisamente più lunghi i rimborsi rispetto a coloro che invece hanno curato individualmente l'insinuazione al passivo. Il pesante "distinguo" è chiarito in un emendamento, approvato in agosto, al piano di ristruttuazione di Lehman Brothers. I titolari di crediti su bond fino a 50 mila dollari emessi dalla società veicolo olandese Lehman Brothers Treasury (Lbt), ma garantiti dalla capogruppo Usa Lehman Brothers Holding (Lbhi), che hanno gestito in proprio l'insinuazione al passivo, vengono riconosciuti in una "convenience classe" di creditori, ai quali è destinato un trattamento agevolato: otterranno un rimborso cash a inizio 2012 pari al 17% del valore nominale del credito, cui si aggiungerà in seguito un conguaglio del 15,6% che verrà pagato da Lbt, l'emittente di gran parte dei titoli emessi in Italia che ancora deve pubblicare il suo piano di ristrutturazione. In tutto questi creditori avranno diritto al 32% del valore del credito. Se il credito è superiore a 50 mila dollari, il rimborso riconosciuto è pari al 12,2% (più il 15,6% che arriverà da Lbt) e sarà pagato non subito ma entro il 2014, a meno che il creditore non opti per un taglio volontario del proprio credito a 50 mila dollari.

I possessori di bond emessi da Lbt fino a 50 mila dollari e garantiti da Lbhi, ma che si sono affidati alla registrazione del credito veicolata dall'istituto di credito italiano, si vendono riconoscere invece dalla casa madre Usa solo un 12,2% del valore da pagare entro il 2014. A questo dovrebbe poi sommarsi il 15,6% riconosciuto da Lbt, portando il tasso di rimborso finale al 27,8 per cento, dunque meno di chi si è mosso in proprio. La cautela, comunque, è d'obbligo perchè bisognerà attendere la pubblicazione del piano di Lbt per avere certezza dell'entità dei rimborsi riconosciuti a queste categorie di creditori.

«Le "convinience classes", ovvero classi agevolate di creditori con crediti inferiori a 50 mila dollari, sono previste dalla giurisprudenza che riguarda il Chapter11 – spiega Raffaele Romano dello studio giuridico Sge -. In genere, però, da queste classi sono esclusi i crediti su obbligazioni. I bond Lbt e garantiti da Lbhi siano stati invece ricompresi perchè non sono stati emessi dalla capogruppo Lbhi ma soltanto garantiti da quest'ultima». Resta il fatto, però, che sono stati esclusi da questo binario preferenziale coloro che si sono affidati alla banca italiana che aveva venduto loro il bond. Va ricordato, a questo proposito, come l'introduzione nel piano di ristrutturazione Lehman del meccanismo dell'insinuazione collettiva al passivo per conto dei clienti sia stata la conseguenza di una espressa richiesta che l'Abi e le banche italiane avevano fatto di fronte al tribunale di New York nel 2009. In verità questo sistema non era contemplato dalla prassi del Chapter11 e, per certi versi, è stato anche un po' una forzatura. L'intento degli istituti italiani, oltre a facilitare le complesse procedure di registrazione dei crediti, era anche quello di allontanare il rischio delle cause contro se stessi. L'esito di tanta dedizione, però, è che chi si è affidato al proprio istituto di credito è penalizzato rispetto agli altri creditori. Diverso binario, invece, seguono i bond emessi direttamente da Lbhi, che riceveranno un rimborso unico pari al 21% del valore del credito. L'Abi ha inviato nei giorni scorsi una circolare alle banche per spiegare le procedure per consentire ai propri clienti il voto al piano di ristrutturazione entro il 4 novembre. Nell'informativa non c'è accenno alla differenza di trattamento tra chi ha registrato i crediti per contro proprio e chi si è affidato alle banche.
 

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