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È legge la manovra da 3,4 mld

La manovra correttiva è legge. Tra le novità, la web tax all’italiana, i sostituti dei voucher, la riduzione da 90 a 65 giorni dei tempi dei rimborsi Iva, l’addio agli studi di settore, la chiusura agevolata delle liti tributarie, la stretta sulle compensazioni, tre miliardi ai terremotati, l’addio alle monetine da 1 e 2 cent. Il maxi-decreto di correzione dei conti (50/2017) ha incassato il via libera definitivo del Senato con voto di fiducia (144 sì e 104 voti contrari) e corregge il deficit italiano per 3,4 miliardi (lo 0,2% del Pil) come chiesto da Bruxelles. Numerose le novità che hanno portato il testo a 67 articoli nel passaggio alla Camera, l’unico che ha apportato modifiche al provvedimento. In particolare, Montecitorio ha sancito l’arrivo in Italia della web tax transitoria, giocando d’anticipo in attesa di un accordo internazionale. A scatenare le polemiche, dell’Mdp in particolare, è stata invece l’introduzione, di nuovi strumenti (libretto famiglia e contratto di prestazione occasionale), al posto dei voucher dopo la loro abolizione. Ma alla Camera, a sorpresa, sono arrivate anche la cosiddetta norma salva-direttori dei musei presentata dopo la sentenza del Tar che ha bocciato le nomine di cinque direttori stranieri e la misura che ripristina i poteri dell’Anac dopo che con un tratto di penna erano stati cancellati dal nuovo Codice appalti. Alla voce finanziamenti spiccano le misure per le aree colpite dai sismi: stanziato un miliardo di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 per il finanziamento degli interventi necessari a seguito degli eventi sismici nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Istituito poi un Fondo finalizzato ad accelerare le attività di ricostruzione di 461,5 milioni di euro per l`anno 2017, 687,3 milioni di euro per l`anno 2018 e 669,7 milioni di euro per l`anno 2019. Non solo. Potrà usufruire del sismabonus, la detrazione al 75% in 5 anni con tetto a 96 mila euro, anche chi acquista una casa demolita e ricostruita nelle aree ad alto rischio sismico.

Commercialisti e split payment. Subito dopo l’ok al decreto il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha inviato una nota ai presidenti degli Ordini per ricordare che il meccanismo della scissione dei pagamenti (lo split payment) previsto per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate alle p.a., per le quali i cessionari o i committenti non sono debitori d’imposta, viene esteso anche agli enti pubblici non economici: ne conseguirebbe l’obbligo di applicare lo split payment da parte di tutti gli Ordini professionali, compresi i dottori commercialisti, per le operazioni per le quali è emessa fattura a partire dal 1° luglio 2017. Dai primi contatti avuti dal Cndcec con le Entrate queste conclusioni sono state confermate, seppure in via ufficiosa e saranno specificate con un dm dell’Economia. Tenuto conto dei tempi stretti tra la conversione del dl e la data di decorrenza delle norme sullo (1° luglio), a cui si aggiunge l’attuale mancanza del decreto ministeriale di attuazione, il Cndcec ha già chiesto il differimento degli obblighi quantomeno con riferimento a quelli di versamento all’erario dell’Iva addebitata in fattura dai propri fornitori. Suggerendo, tuttavia, agli Ordini di avviare i lavori di adeguamento delle procedure per essere pronti dal 1° luglio.

Giovanni Galli

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