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Legge elettorale, sì all’urgenza a ottobre il voto della Camera

ROMA — La Camera discuterà con procedura d’urgenza la nuova legge elettorale. Lo ha deciso ieri, all’unanimità, la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Una scelta che accorcia i tempi di esame ad un mese e, dunque, si dovrebbe cominciare a discutere a settembre e arrivare ad un voto ai primi di ottobre. Una scelta che viene accolta da un plauso quasi generale. A partire dal governo. «Ottima la procedura d’urgenza decisa alla Camera per la legge elettorale. Ora ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità. Io sono No Porcellum », scrive su Twitter il premier Enrico Letta. «Molto bene la procedura d’urgenza sulla riforma della legge elettorale», concorda Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento.
La legge elettorale non è comunque la sola legge che “accelera” alla Camera. Lo fa molto di più quella sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti che dovrebbe approdare in aula domani per essere approvata venerdì prossimo 9 agosto. E fra l’8 e il 9 agosto dovrebbe essere discusso
e approvato anche il contestato, dal Pdl, disegno di legge sull’omofobia che arriverà in aula lunedì prossimo. In questa corsa contro il tempo la Camera dovrebbe approvare anche le nuove norme sulla diffamazione Oltre a due decreti fondamentali come quello “del Fare” e quello sul lavoro. Infine si discuterà in aula anche il ddl che istituisce la commissione bicamerale per le riforme costituzionali, approvato ieri dalla prima commissione con il voto contrario di M5S e Sel.
La scelta della capigruppo sulla legge elettorale fa felice Roberto Giachetti, da tempo impegnato in una battaglia per arrivare a votare una legge di “salvaguardia” che mandi in soffitta il Porcellum: «È un primo importantissimo risultato che fino a ieri sembrava impossibile». Ma non risparmia una frecciata ai compagni di partito: «Che meraviglia questo coro di entusiasmi per l’urgenza…- twitta- Se non sono troppo prepotente e intempestivo domando: dove eravate due mesi fa?». Il deputato democratico ribadisce anche che «in attesa della conclusione del percorso delle riforme costituzionali, il ritorno al Mattarellum è la soluzione migliore e più rapida per una legge elettorale “ponte”».
Il gruppo del Pd ieri si è schierato ufficialmente per l’urgenza. Lo ha fatto con il suo capogruppo Roberto Speranza dopo una riunione dell’ufficio di presidenza. Una scelta che ha trovato l’apprezzamento di Sinistra, ecologia e libertà. E adesso i due partiti vogliono presentare la proposta di adottare la procedura di urgenza anche al Senato.
Ma gli ostacoli sulla strada della nuova legge elettorale sono molteplici. A cominciare dalle divisioni nel Pd sul modello da adottare. Perché se Giachetti spinge per il ritorno al Mattarellum, un altro gruppo di deputati democratici pensa ad una modifica del Porcellum basata sull’introduzione delle preferenze. Ma sul tavolo c’è anche un’altra proposta democratica “sponsorizzata” anche da Rosy Bindi che prevede, tra l’altro, il ritorno alle preferenze. Un no al Mattarellum, invece, arriva dal Pdl. Con Fabrizio Cicchitto che legge l’accelerazione del Pd come voglia di voto anticipato.

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