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Legge di Stabilità, oltre 700 mln a fondi garanzia e confidi

Nella legge di Stabilità potrebbe entrare un «cospicuo rifinanziamento del fondo di garanzia e dei confidi anche al di là delle richieste delle categorie imprenditoriali», cioè oltre 700 milioni di euro. E sempre in un’ottica a favore delle imprese si profila un accordo per aumentare la deducibiltà fiscale dell’Imu sui beni strumentali.

Mentre potrebbe esserci una revisione dell’emendamento che prevede la rottamazione delle cartelle esattoriali. A tratteggiare quella che sarà la struttura della legge di Stabilità, ora all’esame della commissione bilancio del senato e il cui voto è previsto per oggi (ieri è terminato il vaglio sulle ammissibilità degli emendamenti presentati a tutti gli articoli del provvedimento, tranne sulle riformulazioni il cui esame verrà affrontato oggi) sono stati, i due relatori, Antonio D’Alì (Pdl) e Giorgio Santini (Pd).

Le anticipazioni di D’Alì… «Alla fine da questa legge di Stabilità ci sarà una bella sorpresa riguardo a un cospicuo finanziamento dei fondi di garanzia e dei confidi. Le associazioni di categoria chiedono 700 milioni, noi vogliamo andare oltre», ha riferito il relatore al ddl stabilità in commissione bilancio del senato, D’Alì (Pdl), il quale ha aggiunto che obiettivo del rifinanziamento sarebbe quello di «assicurare un più ampio accesso al credito per le imprese».

Meno positive, invece, le notizie in merito alla tassazione della casa: non c’è ancora nessun accordo tra Pd, Pdl e governo e la posizione del Pdl resta ferma sul tributo unico (Tuc), al di là del nome, con una componente patrimoniale che esclude la prima casa e una di servizi. «L’accordo sarà raggiunto quando approveremo un emendamento. Siamo animati dallo stesso ottimismo che devo però consolidarsi in un testo». Il Tuc, il tributo unico comunale proposto dal Pdl, a parere del senatore, è una «semplificazione» rispetto a quanto previsto dall’attuale legge di stabilità che istituisce la Trise da cui discendono due componenti, i servizi indivisibili e i rifiuti. «Noi rimaniamo fermi sull’idea di fare semplificazioni e un contenimento dell’imposta sulla casa in modo tale che si ritorni ai livelli del 2011 e 2013, senza il picco del 2012», ha spiegato D’Alì sottolineando che «accordo» è una «parola impegnativa» e che piuttosto c’è una «convergenza» su due aspetti: «La riduzione dell’incidenza sui beni strumentali e uno schema di ragionamento su due tributi con la necessità di aggiustare il meccanismo delle aliquote, delle detrazioni fiscali e il recupero di gettito da parte dei comuni». Per il relatore del Pdl, «questo schema di ragionamento può diventare nella discussione in commissione e con il governo significativo e realizzabile».

Il relatore del Pdl ha poi annunciato di aver presentato un emendamento al ddl Stabilità che punta alla creazione di Macroregioni per la Sanità «con una massa critica tra i 6 e i 13 milioni di euro». L’obiettivo è quello di raggiungere «economie di scala».

… e quelle di Santini. In linea con quanto annunciato da D’Alì, il relatore del Pd Santini ha riferito che, in merito alla casa, l’intesa che si sta raggiungendo «non smonta né demolisce» la Trise, che include «due tributi distinti», la Tasi «sui servizi» e la Tari «sui rifiuti». Ma si lavora ad «aliquote più orientate verso il basso che verso l’alto, le detrazioni dovranno esserci e i comuni dovranno» essere compensati. Sulla questione, ha ricordato Santini, c’è ancora «un tavolo aperto tra Anci e ministero dell’economia».

Nell’ottica di rafforzare le misure per lo sviluppo, ha annunciato Santini, c’è l’intenzione di aumentare la deducibilità fiscale dell’Imu sui beni strumentali delle imprese: «Quello su cui c’è l’intesa è l’aumento della deducibilità fiscale del pagamento Imu sui beni strumentali che deve essere aumentata o nell’area o nella percentuale», ha spiegato Santini. Meno concordi, i due schieramenti, sulla soluzione, che potrebbe essere quella di aumentare la percentuale dall’attuale 20 «al 30% fino al raddoppio» o quella di estendere la deducibilità, attualmente prevista ai fini Ires e Irpef, anche ai fini Irap.

E c’è ancora da lavorare, secondo Santini, anche sull’emendamento presentato dal Pdl sul condono fiscale delle cartelle esattoriali: la rottamazione delle cartelle «così com’è non può passare» in quanto «va bene adeguare alle vecchie cartelle esattoriali le nuove regole sul contenzioso introdotte con il decreto del fare», ma «c’è un limite invalicabile che è quello che le norme fiscali vanno rispettate», ha riferito Santini. Cauti sul tema condono anche il viceministro dell’economia, Stefano Fassina («Dobbiamo stare molto attenti alle conseguenze sul comportamento dei contribuenti. Non è ancora maturata una posizione, bisogna evitare interventi ad hoc, ma serve un intervento sistematico e permanente»), e il viceministro all’economia, Luigi Casero, del Pdl e il sottosegretario Giovanni Legnini del Pd. «Non si può parlare di un pagamento all’80% ma comunque al 100% dell’imposta dovuta», ha detto Casero, «questo per cominciare a ragionare sul taglio dei soli interessi moratori». Per Legnini, «non si possono fare condoni semplicemente perché è scritto nel programma di governo, ma sugli interessi si può ragionare».

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