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Legge concorrenza, nuovo stop

Si blocca sulle assicurazioni l’esame del disegno di legge sulla concorrenza. Una situazione di stallo determinata, da una parte, da lotte interne al Pd e, dall’altra, dalla pervasiva azione di contrasto alle liberalizzazioni messa in campo dalle varie lobby. Oggi è previsto un vertice al ministero dello Sviluppo: ci saranno il ministro Carlo Calenda, i capigruppo di Camera e Senato, i relatori Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Ap), e probabilmente anche il ministro per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. Il governo punta a scongiurare l’ennesimo rinvio (il provvedimento doveva essere approvato entro la fine dello scorso mese di giugno ma non è ancora passato all’esame dell’Aula del Senato) e ad evitare che il disegno di legge possa essere ulteriormente indebolito. Per ora i grandi vincitori — visto che la partita sulle assicurazioni è ancora aperta — sono i notai (con l’appoggio trasversale dei gruppi parlamentari di centrodestra e di centrosinistra) i quali hanno mantenuto tutti i loro poteri nell’iter di costituzione di una società a responsabilità limitata (srl), che invece il governo avrebbe voluto superare. Arrivano i soci di capitale nelle farmacie e, con molto limiti, negli studi di avvocati. Dal giugno del 2017 finirà il monopolio delle Poste per la consegna degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzioni (200 milioni di euro l’anno di ricavi, secondo il bilancio delle Poste). Si andrà a gara. Gli avvocati saranno obbligati a presentare i preventivi ai clienti. Mini-stop per il riordino del cosiddetto trasporto non in linea: Uber e Ncc. La delega al governo è stata bloccata dalla Commissione Bilancio per la sola ragione che non era stata allegata la relazione tecnica e dunque non era stimato l’impatto sui conti pubblici. Lo scoglio dovrebbe essere superabile.
Il nodo da sciogliere è quello delle assicurazioni. Il disegno di legge prevede uno sconto sul costo della polizza a vantaggio di chi accetta di inserire nella propria automobile la “scatola nera” che registra i percorsi e anche le modalità di eventuali sinistri. Semplificando molto lo scontro è tra chi (il governo) pensa che la definizione dello sconto debba essere lasciato al mercato sotto la vigilanza dell’Ivass (l’Authority del settore) e chi (in particolare i parlamentari Pd della Campania) ritiene che l’automobilista virtuoso debba essere trattato allo stesso modo in Lombardia o in Campania, indipendentemente dal mercato, senza considerare cioè che proprio in Campania si registra (dati dell’Ivass) il 34,7% degli incidenti oggetto di denuncia e un terzo delle frodi assicurative. Nei fatti — secondo la tesi del governo — si finirebbe per reintrodurre i prezzi amministrati, seppur per aree geografiche. Proprio il contrario della filosofia di un provvedimento che dovrebbe stimolare la concorrenza di mercato.
È passata la norma (piuttosto contrastata) che consente ai soci di capitale (di fatto le grandi catene internazionali) di possedere il 100% una farmacia, con un limite: lo stesso soggetto non potrà controllare più del 20% delle farmacie di una Regione.
Nelle telecomunicazioni è passata una norma a favore dei consumatori: il diritto al recesso da un contratto si può esercitare nella stessa forma con cui il contratto è stato sottoscritto.
Roberto Mania
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