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Legge di bilancio da 25 mld

Aiuti ai terremotati, politiche per aumentare gli investimenti, meno tasse per aziende, più sostegno alle famiglie, ritocchi alle pensioni minime e, soprattutto, nessun aumento dell’Iva. Queste, a quanto risulta ad ItaliaOggi, sono alcune delle misure più importanti che il Governo ha deciso di inserire nella legge di bilancio 2017 che dovrebbe essere pronta tra il 10 e il 12 ottobre per poi essere inviata al vaglio della Commissione europea entro il 15 dello stesso mese. Ed è proprio a Bruxelles che il Governo italiano affronterà la sfida più importante poiché la nuova manovra sarà di 25 miliardi di euro di cui buona parte, circa 15-16 miliardi, sarà finanziata attraverso un aumento della spesa pubblica. Il resto dovrebbe essere sostenuta attraverso i 4 miliardi della spending review, i 3,5 miliardi della lotta all’evasione, i 500 milioni risparmiati grazie alla gestione dello spread e quasi 2 miliardi dal rientro dei capitali all’estero. Facile capire come molti Paesi del Nord Europa guarderanno con sospetto alla nostra manovra tutta flessibilità e poco rigore soprattutto perché i dati relativi alla voluntary disclosure e alla lotta all’evasione sembrano essere ancora poco certi. Oltretutto tra i settori oggetto di revisione della spesa pubblica dovrebbe esserci la sanità che, dopo anni di tagli, sperava in un rilancio degli investimenti nel sistema sanitario nazionale. Probabile quindi, che i 113 miliardi previsti inizialmente per il finanziamento del fondo sanitario nazionale vengano ridotti a 112. Un solo miliardo in più rispetto al 2016 con buona pace del ministro della salute Beatrice Lorenzin .

Pensioni. La riforma Fornero non dovrebbe subire modifiche importanti, ma con la legge di bilancio 2017 si dovrebbe consentire maggiore flessibilità in uscita attraverso l’introduzione dell’Ape (Anticipo pensionistico) e un aumento di circa 50 euro al mese per le pensioni inferiori ai 770 euro al mese o, in generale, per chi percepisce un assegno pensionistico non superiore ai 9.786 euro all’anno. Tale intervento inciderà per poco più di 2 miliardi di euro.

Bonus produttività. Sono al vaglio di Marco Leonardi, consigliere economico di Renzi, e di Tommaso Nannicini, sottosegretario alla Presidenza del consiglio, una serie di ipotesi per aumentare la produttività del sistema imprenditoriale italiano. Tra le tesi più accreditate il raddoppio degli incentivi per una somma pari 500 milioni di euro da pagare ai dipendenti in caso di raggiungimento di obiettivi aziendali e la promozione di piani di azionariato diffuso. Quest’ultimo intervento sarebbe un riadattamento del vecchio comma 180 della legge di Stabilità 2014 (governo Letta) il quale prevedeva, in via sperimentale, l’istituzione di un fondo presso il Ministero del lavoro con l’obiettivo di incentivare iniziative rivolte alla partecipazione dei lavoratori agli utili dell’azienda. Al fondo furono assegnati 2 milioni di euro per l’anno 2014 e 5 milioni di euro per l’anno 2015. Soldi che non furono mai sbloccati per la mancanza del decreto attuativo che doveva essere emanato dal Ministero del lavoro di concerto con l’Economia. Il Governo, a quasi tre anni di distanza, verosimilmente ci riproverà anche se non sono ancora chiare quali saranno le linee guida.

Scuola. Così come auspicato dal Ministero dell’istruzione potrebbero essere stanziati circa 400 milioni di euro per l’attività di aggiornamento professionale degli insegnanti.

Contratti p.a. La legge di bilancio 2017 dovrebbe prevedere 2 miliardi di euro per il rinnovo del contratto degli statali ai quali si potrebbero aggiungere i 300 milioni della vecchia legge di Stabilità 2016. Questo problema, però, non va confuso con il blocco dei contratti del pubblico che si protrae ormai da 7 anni il quale è stato definito, nel giugno 2015, illegittimo dalla stessa Corte costituzionale. Infatti, a quanto ci risulta, non si tratterebbero di veri aumenti in busta paga ma di bonus calibrati su precisi principi da concordare con il Ministero del lavoro, sindacati e l’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe un ritocco salariale solo per coloro che hanno stipendi inferiori ai 26 mila euro l’anno, oppure per chi deciderà di aumentare volontariamente il numero di ore lavorative.

Tasse per imprese. Verrà confermato il taglio dell’Ires per il 2017 per quasi 3 miliardi la cui copertura è già prevista dalla legge di Stabilità 2016 e non verrà contabilizzata in quella 2017. Possibile il taglio l’Irpef, inizialmente previsto per il 2018, per quasi mezzo milione di imprese e società. La spesa contabilizzata sarà pari a 1 miliardo di euro.

Terremoto. Sarebbero 1,5 miliardi di euro stanziati per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto che potrebbero aumentare fino a 3 miliardi per il 2018 con l’obiettivo di metter in sicurezza anche il territorio circostante. Un altro miliardo dovrebbe essere stanziato per la costruzione di strade e altre infrastrutture minori soprattutto al Sud.

Politiche per la famiglia. Al momento il governo dovrebbe prevedere uno stanziamento di 300 milioni di euro per le famiglie numerose o per quelle che vivono in condizioni di povertà. A spingere su questo tema soprattutto l’ala cattolica del Pd e Ncd.

Iva. Obiettivo finale del Governo è lo stop dell’aumento di 2 punti dell’Iva che, altrimenti, scatterebbero il 1° gennaio 2017. Più facile a dirsi che a farsi. Infatti, secondo le stime del ministero dell’economia, per evitare l’applicazione della clausola di salvaguardia ci vorranno tra i 14 e i 15 miliardi di euro. Oltre mezza Finanziaria.

Pasquale Quaranta

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