Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Legali, preventivi ad ampio raggio

di Filippo Grossi 

Nel conferimento dell'incarico all'avvocato con obbligo di preventivo trova spazio anche la delega al legale stesso di attivare l'eventuale fase della procedura di mediazione introdotta con il dlgs 28/2010. È quanto emerge dal modello di contratto- tipo con preventivo che è stato messo a punto nei giorni scorsi dall'Unione Triveneta dei Consigli degli Ordini degli Avvocati e che tiene conto del decreto legge sulle liberalizzazioni, n. 1/2012, il quale all'art. 9, prevede l'obbligo per il professionista di pattuire per iscritto il compenso al momento del conferimento dell'incarico professionale fornendo a richiesta del cliente anche un preventivo scritto.

La bozza, la prima nel suo genere, sta già facendo il giro degli altri Ordini forensi italiani. «In attesa di esaminare il testo del decreto legge nella sua versione definitiva», spiegano dall'Unione Triveneta Avvocati, «abbiamo ritenuto opportuno predisporre un contratto-tipo come prima indicazione operativa per i colleghi».

La bozza si articola in quattro passaggi base: innanzitutto, la delega che il cliente assegna al legale (Preventivo e conferimento incarico professionale, si veda modello riprodotto in pagina) dove vengono inseriti i dati anagrafici del cliente e il conferimento vero e proprio (Conferisce/Conferma) con il quale il cliente dà incarico al legale di prestare assistenza, rappresentanza, consulenza e difesa in una determinata pratica.

La bozza di contratto-tipo con preventivo entra poi nel contenuto specifico dell'accordo (Pattuisce) che contiene nove clausole per dedicare lo spazio conclusivo alla firma congiunta del cliente e dell'avvocato del contratto in ordine all'informativa sulla privacy e sull'antiriciclaggio e alla copia dei documenti identificativi del cliente come allegati al contratto stesso e, da ultimo, la firma del solo cliente della clausola n. 2 delle clausole vessatorie poste nei numeri 3, 5, 6, 7 e 8. In particolare, però, spicca nella prima clausola alla lettera a), il riferimento all'assistenza dell'avvocato anche in via stragiudiziale allo scopo di una bonaria definizione della controversia, compresa l'eventuale fase della procedura di mediazione introdotta col dlgs 28/2010. L'avvocato, in questo modo, vedrà riconosciuto dal proprio cliente un compito che nel decreto originario non lo vedeva protagonista e, al tempo stesso, si impegnerà a mettere il cliente nelle condizioni di poter definire in via di conciliazione la sua lite. Non si tratta, però, dell'unico aspetto di riguardo del modello predisposto dagli avvocati trentini. Alla clausola n. 2, infatti, viene posto l'accento sul grado di complessità dell'incarico di cui il cliente dichiara di esserne consapevole ed informato relativamente alla possibilità di dover corrispondere eventuali oneri ipotizzabili dalla complessità della pratica stessa. Da notare, poi, che nel modello messo a punto dall'Unione Triveneta Avvocati le clausole che vanno dalla n. 3 alla n. 8 sono clausole vessatorie per il cliente. In particolare, la clausola n. 3 obbliga il cliente a pagare all'avvocato i preavvisi di parcella che il legale emetterà, in acconto o a saldo, nel termine di 15 giorni dal ricevimento degli stessi, pena lo scioglimento del contratto e l'autorizzazione per il professionista di dare immediata rinuncia del mandato conferitogli con esonero da ogni responsabilità.

La clausola n. 4 del contratto-tipo con preventivo, invece, obbliga il cliente a corrispondere all'avvocato l'importo che risulta dal contratto indipendentemente dalla liquidazione giudiziale delle spese e dall'onere di rifusione posto a carico della controparte, qualora l'importo giudizialmente fosse superiore a quello pattuito in sede di contrattazione la differenza sarà riconosciuta a favore del legale che sarà anche autorizzato dal cliente a farsi versare direttamente dalla controparte le spese legali poste a carico di quest'ultima. Posto che il professionista potrà delegare lo svolgimento della prestazione a terzi collaboratori o sostituti sotto la sua responsabilità (clausola n. 5 della bozza di contratto-tipo con preventivo, ndr), alla clausola n. 6 il cliente si impegna a mettere a disposizione del legale quanto necessario per esercitare le difese. La clausola n. 7 del modello di contratto con preventivo stabilisce che, in caso di conciliazione della controversia, il cliente verserà quanto pattuito per l'intera fase processuale in cui avviene la conciliazione e, per finire, alla clausola n. 8 si pattuisce che in caso di recesso rimane l'obbligo in capo al cliente che recede di corrispondere al professionista, oltre alle spese sostenute, il compenso pattuito per l'intera fase processuale in cui il recesso viene esercitato e il 12,5% sull'intero compenso risultante dalla sommatoria degli importi indicati nelle lettere a) b) e c) della clausola n. 1 del contratto pattuito.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Come se fossimo tornati indietro di sei mesi, il governo si divide tra chi vuole subito misure anti-...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Arriva la firma del premier Conte al decreto di Palazzo Chigi che autorizza la scissione degli 8,1 m...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doppia proroga della cassa integrazione per l’emergenza Covid-19 per assicurare la copertura fino ...

Oggi sulla stampa