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È l’effetto Apple, bellezza: per pagare si tocca

A sette anni dal lancio decollano in Italia i pagamenti a sfioro, quelli che si concludono appoggiando il cellulare o la carta di credito al lettore Pos, nel negozio. Sono quattro su dieci le transazioni così. Lo dicono i nuovi dati di Mastercard Italia, che anticipiamo.

Le transazioni contactless attraverso il circuito Mastercard nel 2017 sono aumentate del 211% dall’anno precedente. E in questo 2018 sono già 47 milioni i trasferimenti di denaro con la tecnica a sfioro registrati in gennaio, più che raddoppiati (+130%) rispetto allo stesso mese di un anno fa. In testa per incremento d’uso della moneta virtuale «touch», secondo le rilevazioni di Mastercard fra i suoi partner commerciali, ci sono i supermercati e le grandi catene di ristoranti, +337% nel 2016-2017. Seguono i negozi d’elettronica (+331%), di arredamento (+216%), le stazioni (+119%) quindi bar e ristoranti (+108%), infine i punti vendita di abbigliamento (+95%). Lo scontrino medio è sceso da 68 a 45 euro, segnale positivo: contacless per le piccole spese.

«Un’accelerazione incredibile, la guerra al contante è cominciata davvero — dice Michele Centemero, senior vice president e country manager Italia di Mastercard, che con 36 milioni di carte «a sfioro» dichiarate nel Paese copre più di metà del mercato —. Mi aspetto di arrivare al 50% di transazioni contactless quest’estate, una su due». A fare da traino è il telefono. «Il consumatore comincia ad abituarsi a pagare con lo smartphone. Inoltre l’uso del cellulare dissuade il negoziante dal rifiutare i pagamenti digitali». È l’effetto Apple Pay (il sistema per pagare con l’iPhone). Destinato ad amplificarsi con Samsung Pay, atteso in Italia a fine marzo (per i cellulari Galaxy).

Ma c’è anche un altro carburante all’accelerata del pagamento «touch»: la diffusione dei lettori di ultima generazione. «Ormai il 77%dei Pos, otto su dieci, sono adatti al contactless — dice Centemero —. Sono 1,4 milioni di terminali sugli 1,8 milioni complessivi. Sia nei supermercati sia nei piccoli esercizi».

Apple è stata determinante per capire che direzione prendere: «Ha rotto gli argini, ha decretato che il contactless è la tecnologia per il pagamento di prossimità». Tecnologia che aggiunge ricavi: «Il contactless ci sta portando il 10% di transazioni in più nell’ultimo anno».

A sorpresa il sistema in ascesa è l’Nfc, che sembrava tramontato, per pagare nei negozi con le carte di credito caricate nel portafoglio virtuale. Mentre le app per i pagamenti tra privati «peer to peer», da punto a punto, non stanno crescendo come previsto. Funzionano invece, le app, con l’ecommerce. Un’area presidiata anche da Mastercard che dichiara circa 60 milioni di carte di pagamento in Italia (suo secondo Paese in Europa dopo l’Uk) e sta lavorando sull’identità digitale.

«Da ottobre ci sarà una novità. Quando scade la carta, il negoziante potrà accettare lo stesso il pagamento, anche se il cliente non ha ancora provveduto a cambiarla. La nostra tecnologia lo informerà». Perciò il mercato si riorganizza e si rafforzano concorrenti. Come Satispay, che ha firmato metà dei pagamenti in negozio con cellulare nel 2017. Ma soprattutto come Poste, che coprono l’offerta intera di prodotto e annunciano battaglia.

Alessandra Puato

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