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L’economia Usa migliora la Fed annuncia un freno alla creazione di liquidità

La caduta di Wall Street indica che i mercati prendono male la fine della ‘manna monetaria’. Siamo a una svolta. La ripresa dell’economia reale è talmente solida, che la Federal Reserve annuncia la fine della “droga monetaria” e fornisce un calendario. Alla fine di quest’anno diminuirà i suoi acquisti di bond, e nel 2014 li smetterà completamente, sempre che le condizioni continuino a migliorare. É un annuncio importante, per la prima volta Bernanke entra nei dettagli temporali in cui avrà luogo il rallentamento e infine l’azzeramento di quel “quantitative easing” che ha pompato liquidità nell’economia americana e mondiale.
Barack Obama è ancora al banchetto ufficiale offerto in suo onore al Palazzo Charlottenburg da Angela Merkel, quando il suo banchiere centrale Ben Bernanke inizia a parlare a Washington. Appena il capo della Federal Reserve pronuncia un discorso attesissimo dai mercati, è chiaro che l’America si muove su una traiettoria ben diversa dall’Europa. Addirittura divergente. Dalla Fed arriva l’autorevole conferma che «le condizioni del mercato del lavoro hanno avuto un ulteriore miglioramento negli ultimi mesi». Le sue previsioni: il tasso di disoccupazione scenderà dall’attuale 7,6% al 6,8% o anche al 6,5% alla fine del 2014. La ripresa si consolida, anche nei suoi effetti sociali, e «i rischi al ribasso sono diminuiti, sia per l’economia sia per il lavoro». Tuttavia, la Fed non interrompe per adesso la sua politica monetaria espansiva. Non rallenta né riduce subito le sue operazioni di acquisto di 85 miliardi di bond al mese, che sono considerate l’equivalente di “stampar moneta” per erogare credito a buon mercato all’economia. Le aspettative di inflazione restano bassissime, e la Fed prevede che il suo tasso direttivo resti inchiodato a zero fino al 2015. Ma già alla fine di quest’anno, spiega Bernanke, la Fed può «iniziare a moderare i suoi acquisti di bond, il che è una buona notizia perché se accadrà vorrà dire che l’economia continua ad andare meglio». Se le condizioni migliorano, nel 2014 gli acquisti di bond potrebbero anche cessare completamente.
I mercati globali si erano messi in agitazione dopo il 22 maggio, quando lo stesso Bernanke aveva detto che la Fed potrebbe iniziare a ridurre gli acquisti di bond “nei prossimi meeting”, sempre che si confermi il costante miglioramento dell’economia americana. Quella frase del 22 maggio aveva scatenato una tempesta: vendite di bond, rialzi dei tassi, caduta delle valute dei paesi emergenti, ribassi delle Borse.Ieri Bernanke ha usato un’immagine automobilistica per spiegare il gradualismo con cui cambierà la politica monetaria: «Quando cominceremo a rallentare il ritmo dei nostri acquisti di bond, sarà come alleggerire la pressione sul pedale dell’acceleratore, senza schiacciare il freno». Come dire: continuiamo a pompare liquidità abbondante e a buon mercato nell’economia americana (e di conseguenza mondiale), solo che a un certo punto lo faremo meno vigorosamente, in pronetariagressivo rallentamento. Gli acquisti di bond inizieranno a ridursi alla fine del 2013 a condizione che l’economia reale continui a migliorare come la Fed prevede. In quanto ai tassi d’interesse direttivi della banca centrale, la previsione e` che rimanganofermi (a quota zero)fino al 2015.
Tutta la conferenza stampa di Bernanke è stata un esercizio di equilibrismo e di psicologia dei mercati: per prepararli ad una futura “cura di disintossicazione”da quella droga mo- che è stata il “quantitative easing” cioè la creazione di liquidità attraverso gli acquisti di bond. Di qui l’insistenza sul gradualismo, e sull’attenzione alla buona salute dell’economia reale. La droga, almeno inizialmente, continuerà ad essere fornita ma in dosi leggermente decrescenti. Il messaggio centrale del banchiere centrale più potente del mondo è che “l’occupazione resta il nostro obiettivo primario”. Dunque se i mercati vogliono prevedere correttamente quel che farà la Fed devono guardare anzitutto la situazione sul mercatodel lavoro.
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