Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’economia Usa accelera il passo

La Federal Reserve ha deciso di mantenere immutata la sua politica monetaria di stimolo all’economia, riaffermando la necessità di tassi d’interesse vicini allo zero e di acquisti di obbligazioni per 85 miliardi di dollari al mese. Di più: la Banca centrale americana ha espresso rinnovata preoccupazione per la debolezza dell’espansione, nonostante dati migliori delle attese sul Pil nel secondo trimestre e sulla creazione di occupazione, suggerendo che sarà cauta nel ritirare le misure di sostegno alla ripresa introdotte nei mesi scorsi.

La crescita economica, che ha marciato al passo dell’1,7% negli ultimi tre mesi – anziché dello 0,9% come temevano gli analisti – non appare convincente agli occhi della Banca centrale guidata da Ben Bernanke. Anzi viene descritta, per la prima volta in tre anni, solo come «modesta» anziché «moderata». Il mercato del lavoro, ha continuato la Fed, ha evidenziato miglioramenti «ma il tasso di disoccupazione resta elevato». Investimenti, consumi e settore immobiliare si sono rafforzati «ma aumenti dei tassi sui mutui e politica fiscale frenano la crescita». L’allarme-mutui è a sua volta nuovo. La Fed ha sottolineato inoltre i rischi alla performance economica imposti da un’inflazione a lungo inferiore all’obiettivo del 2% (oggi si colloca intorno all’1%).

La Banca centrale ha di conseguenza affermato che manterrà i suoi acquisti obbligazionari finché «l’outlook per il mercato del lavoro non sarà migliorato sostanzialmente in un contesto di stabilità dei prezzi». E ancora: «Una posizione fortemente accomodante di politica monetaria rimarrà appropriata per un tempo considerevole anche dopo che il programma di acquisti obbligazionari sarà terminato e dopo che la ripresa si sarà rafforzata».

Bernanke aveva scosso i mercati preannuciando nei mesi scorsi che entro fine anno, condizioni permettendo, avrebbe cominciato a diminuire gli acquisti obbligazionari, la strategia del Quantitative Easing. Ora ha cercato di completare una campagna per correggere la rotta nella comunicazione agli investitori, rassicurando sulla prudenza con cui la Fed si muoverà sugli stimoli, compreso lo stesso Quantitative Easing.

L’economia ieri ha mostrato nuovi segni di vitalità, senza tuttavia potersi scrollare di dosso una crescita anemica. Nel secondo trimestre dell’anno ha marciato al passo dell’1,7%, battendo previsioni dello 0,9% ma restando, come ormai da nove mesi, sotto il 2 per cento. Il prodotto interno lordo è inoltre reduce da frenate più brusche di quanto stimato nei primi tre mesi dell’anno, all’1,1% anziché dell’1,8 per cento. Nell’ultimo trimestre sono aumentati gli investimenti aziendali e immobiliari, mentre i consumi hanno frenato all’1,8% dal 2,3 per cento. La spesa pubblica è diminuita a livello federale dello 0,4%, anche se è risalita quella dei governi locali.

Il test cruciale per la ripresa dell’economia degli Stati Uniti avverrà nella seconda metà dell’anno, quando dovrebbe accelerare forse proprio attorno al 2% sull’onda di un minor impatto delle misure di austerity fiscale, del continuo rafforzamento del settore immobiliare e del mercato del lavoro e di schiarite internazionali. Il sondaggio Adp ha mostrato in luglio una incoraggiante creazione di 200mila occupati da parte delle imprese private.

Gli ultimi dati sul Pil hanno tenuto conto anche di significative revisioni storiche e aggiornamenti delle statistiche, effettuati dal Bureau of Economic Analysis del dipartimento del Commercio. Queste correzioni hanno mostrato una crescita più sostenuta nel 2012, pari al 2,8% rispetto al 2,2 per cento. E una recessione meno severa nel 2007-2009, con una contrazione annuale media del 2,9% e non del 3,2 per cento. Le revisioni hanno portato soprattutto a una integrazione nei dati della cosiddetta “knowledge economy”, le spese in ricerca e sviluppo come gli asset intangibili quali la proprietà intellettuale. Ricerca, sviluppo e spettacolo hanno aggiunto almeno 471 miliardi di dollari al Pil, salito a 16.200 miliardi di dollari. Non hanno però potuto cancellare le sfide sulle prospettive dell’economia.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa