Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’economia europea accelera

Eurolandia accelera. Acquista slancio. L’attività economica della zona euro, misurata dagli indici Pmi-Markit: l’indicatore flash, provvisorio, di marzo relativo all’intera economia ha raggiunto quota 54,1, il massimo da maggio 2011, da 53,1 di febbraio; quello relativo ai soli servizi a 54,3 da 53,7 mentre il manifatturiero è salito a 51,9 da 51. È il rialzo più intenso – spiega la Markit – da quasi quattro anni, e interessa anche l’occupazione: il sottoindice ha raggiunto il massimo da agosto 2011.
È un segnale importante: gli indici Pmi permettono di valutare l’andamento dell’economia e quindi danno un’idea di quale potrà essere – una volta calcolato con il consueto ritardo di oltre un mese – l’andamento del prodotto interno lordo, in questo caso del primo trimestre. «Il Pil dell’area – ha spiegato in una nota Chris Williamson, capo economista della Markit – sembra essere salito dello 0,3% nel primo trimestre, spinto da un’espansione in Germania e da segni di una ripresa, a lungo attesa, in Francia. Anche se i sondaggi segnalano una crescita del solo 0,2% per l’economia francese nel primo trimestre, la seconda economia di Eurolandia segna le sue migliori performance dal 2011». Il Pmi tedesco è salito a 55,3 da 53,8 e quello francese è sceso a 51,7 da 52,2 ma è rimasto per il secondo mese consecutivo oltre la soglia dei 50 punti, sopra la quale prevalgono i segnali di una ripresa economica.
Per le altre economie di Eurolandia non viene calcolato un indice Pmi flash, e solo a fine mese saranno pubblicati gli indicatori di marzo. Apolline Menut di Barclays si aspetta comunque un miglioramento di 0,8 punti in media per Italia, Spagna e Irlanda.
La causa più evidente dell’accelerazione della ripresa va verosimilmente cercata nella flessione dell’euro, in attesa degli effetti del quantitative easing della Banca centrale europea iniziato il 9 marzo. La crescita degli ordini all’esportazione appare ai massimi da otto mesi mentre sembrano ridursi le pressioni deflazionistiche: i prezzi di vendita e di acquisto delle imprese manifatturiere sono saliti per la prima volta da sette mesi, sia pure a un ritmo ancora piuttosto lento.
Prosegue anche la ripresa americana, che sembrava destinata a rallentare leggermente. L’indice Pmi manifatturiero di marzo – meno seguito in realtà del simile indice Ism – è salito a quota 55,3 da 55,1 di febbraio. All’opposto di quanto accade in Eurolandia, la Markit segnala che alcune aziende hanno assistito a una riduzione della domanda e degli ordini dall’estero – malgrado l’aumento complessivo delle commesse – per il forte rialzo del dollaro rispetto all’euro, mentre prosegue il rallentamento dei prezzi di acquisto e di vendita. Le aziende che hanno partecipato al sondaggio, infine, continuano ad assumere per il 21° mese consecutivo. «Anche se la crescita economica sembra dover deludere ancora nel primo trimestre con un pil destinato a crescere a un ritmo forse leggermente al di sotto del 2,2% del quarto trimestre 2014 – spiega Williamson – l’aumento degli ordini dà qualche rassicurazione sul fatto che la crescita economica potrebbe accelerare verso l’estate».
Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Meno vincoli della privacy per l’utilizzo delle nuove tecnologie in chiave antievasione. La deleg...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il green pass diventa obbligatorio per quasi 20 milioni di lavoratori. Da metà ottobre per acceder...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha preso il via il digital tour di Imprese vincenti 2021, il programma di Intesa Sanpaolo per la va...

Oggi sulla stampa