Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’economia cinese riparte Pil oltre i livelli pre-Covid

L’economia in Cina ha ripreso a correre a un ritmo più veloce di prima della pandemia. Tra ottobre e dicembre il Pil è cresciuto del 6,5% su base annua, facendo chiudere il 2020 a +2,3% sul 2019, mentre le altri potenze industriali sono ancora in recessione. Nel gennaio dell’anno scorso Pechino era stata costretta a fermare fabbriche, trasporti, attività commerciali e ha pagato con uno sprofondo rosso nel primo trimestre: -6,8%. Ma il modello di intervento sanitario senza mezze misure ha avuto successo, ad aprile è arrivato l’ordine di riattivare la produzione e ieri la stampa di Pechino, guidata dal “Quotidiano del Popolo”, ha potuto lanciare sui social network l’hashtag «Questa ripresa ha una bella forma a V».

Già il secondo trimestre del 2020 si era chiuso a +3,2%; il terzo a +4,9% e ora il quarto con il suo 6,5% migliore delle previsioni riporta la Cina a un’espansione superiore a quella dello stesso periodo del 2019, prima del coronavirus (6% allora).

La produzione industriale nel quarto trimestre è salita del 7,1% su base annua; confortante il +4,6% delle vendite al dettaglio, che rivelano un ritrovato ottimismo dei consumatori, anche se considerando i mesi terribili del lockdown e la paura di una nuova ondata di coronavirus il 2020 termina in negativo sul fronte dei consumi delle famiglie: -3,9%. La Cina ha consolidato il suo ruolo di Fabbrica del Mondo, nonostante la guerra commerciale e tecnologica con gli Stati Uniti; il 2020 registra la quota record nelle esportazioni: 2,6 trilioni di dollari, con un surplus di 535 miliardi, dei quali 316 nei confronti degli Usa. Squilli di tromba degli analisti governativi: il 2,3% di espansione porta il valore del Pil 2020 espresso in renminbi oltre la soglia psicologica dei 100 trilioni, che tradotti in dollari fanno 15.600 miliardi. «Un risultato straordinario in condizioni straordinarie», ha detto il direttore del Bureau statistico Ning Jizhe. Trascinato dall’entusiasmo Ning ha concluso che «questi dati soddisfano il popolo, sono osservati dal mondo e possono entrare negli annali della storia». È una Cina orgogliosa e imbaldanzita quella con cui dovrà trattare Joe Biden. E già la stampa di Pechino fissa il prossimo obiettivo: Pil a 17.000 miliardi di dollari nel 2021, grazie a una crescita superiore all’8%: «La nostra economia ne è capace, perché il nuovo Piano quinquennale 2021 comincerà a dare i primi frutti, con i grandi investimenti in infrastrutture e tecnologia», scrive l’agenzia “Xinhua”. Per sottolineare che il sistema economico cinese è stato rilanciato rapidamente grazie al «modello sanitario» diretto dal Partito-Stato, l’Ufficio delle dogane ha comunicato che nel 2020 la Cina ha esportato 224 miliardi di mascherine: «Ogni abitante della terra ha ricevuto 40 mascherine made in China», ha detto il direttore dell’ufficio. E poi, per combattere il coronavirus, il resto del mondo ha importato 2,3 miliardi di tute protettive, 271 mila ventilatori da rianimazione, un milione di kit per i test rapidi. Valore totale dell’export cinese anti Covid-19: 67 miliardi di dollari, circa il 2% delle merci spedite all’estero nel 2020.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Dopo Google, anche Facebook firma un accordo che apre la strada alla remunerazione di una parte del...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se lavori, niente assegno di invalidità. Lo dice l’Inps nel messaggio 3495 del 14 ottobre scorso...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ripensare, allungare, integrare Quota 102-104, eredi di Quota 100, per anticipare la pensione: tutt...

Oggi sulla stampa