Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Ecofin si spacca su Basilea 3

BRUXELLES – I ministri finanziari dell’Unione erano ieri sera alla ricerca di un difficilissimo compromesso su una direttiva che servirà a trasporre le nuove regole prudenziali di Basilea 3. Dopo 10 ore di negoziato, l’Ecofin era ancora al lavoro per smussare le posizioni di alcuni Stati membri, convinti che le nuove norme bancarie debbano comunque garantire una certa flessibilità a livello nazionale.
Da settimane ormai l’Unione è alla ricerca di un equilibrio tra il desiderio di avere regole comuni tra i 27 Paesi membri e la sensazione che le autorità nazionali debbano poter introdurre norme specifiche, fosse solo per bloccare sul nascere locali bolle speculative. Nella ricerca del compromesso l’obiettivo della Commissione è di evitare che un margine di manovra nazionale metta a rischio il mercato unico. La presidenza danese ha illustrato all’inizio delle trattative una bozza di accordo che prevedeva che le autorità nazionali potessero introdurre requisiti patrimoniali a livello locale del 3%, oltre alla quota già stabilita a livello internazionale. Il cuscinetto avrebbe potuto essere adottato in piena libertà se inferiore al 3%; avrebbe richiesto invece il benestare delle autorità comunitarie quando superiore a questo livello.
Il compromesso è stato bocciato da quei Paesi, tra cui la Gran Bretagna, la Svezia e la Polonia, alla ricerca di maggiore discrezionalità. Una seconda offerta di accordo, presentata dalla presidenza danese, considerava un cuscinetto più elevato, del 5 per cento. Anche questo compromesso è stato respinto, non solo da Londra e Varsavia, ma anche dalla Commissione preoccupata da una segmentazione del mercato unico. L’Italia è sulla posizione della Commissione: il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli ha detto che Roma non accetterà «misure non ragionevoli, rischiose per il mercato unico».
Il dibattito tra i ministri finanziari, trasmesso in diretta nella sede del Consiglio a Bruxelles, ha mostrato quanto gli animi fossero accesi. Il commissario al Mercato interno, Michel Barnier, ha accusato il cancelliere dello Scacchiere George Osborne di volere a tutti i costi strappare piena libertà, «nei fatti un’opzione di opting out» dalle regole comuni europee in campo bancario.
Osborne si è difeso, ricordando che anche la Banca centrale europea si è detta d’accordo in marzo di concedere maggiore flessibilità alle autorità nazionali e sottolineando di non potere tornare a Londra con un accordo che non fosse convincente. Il ministro delle Finanze ceco Miroslav Kalousek ha ribattuto, tra le risate dei colleghi, che «dare l’impressione di essere idioti è uno dei requisiti principali dell’essere ministri».
La partita diplomatica è particolarmente difficile perché a differenza che in passato lo scontro non è sull’opportunità di regolamentare il settore bancario, ma sul modo in cui regolamentarlo. In questo frangente, la posizione dei singoli Paesi è influenzata tra le altre cose dalle caratteristiche del settore bancario nazionale: in Svezia è pari a quattro voltre il Prodotto interno lordo, mentre in Polonia è gran parte in mani straniere.
L’aspetto tecnico, ovvero la possibilità di introdurre un ulteriore requisito patrimoniale per gli istituti di credito, ha quindi un’importante valenza politica, in un contesto in cui la liquidità non è illimitata. Tra le righe, la partita mostra come la crisi abbia riacutizzato le posizioni nazionali e il desiderio degli Stati di difendere la stabilità finanziaria delle proprie economie, mettendo in secondo piano la difesa del mercato unico.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa