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L’eccedenza Ace abbatte l’Irap

La novità della disciplina Ace, introdotte dal decreto competitività, Dl 91/2014, trovano spazio nelle colonne 3 e 14 del rigo RS113 del modello Unico sc; si tratta del potenziamento dell’incremento per le società quotate e della convertibilità dell’eccedenza Ace non utilizzata ai fini Ires per il pagamento, in cinque quote costanti, dell’Irap.
In Unico sc 2015 l’importo deducibile è calcolato nel rigo RS113, che è composto da 15 colonne; si deve ricordare che la materia è stata da ultimo oggetto di chiarimenti nella circolare dell’agenzia delle Entrate 12/E del 23 maggio 2014.
Come detto, le novità introdotte dal Dl competitività riguardano le colonne 3 e 14.
La colonna 3 deve essere compilata dalle società le cui azioni sono ammesse alla quotazione in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione in ambito Ue o See a partire dal 25 giugno 2014,al fine di recepire la previsione secondo cui, per il periodo di imposta di ammissione ai sopra indicati mercati e per i due successivi, la variazione in aumento del capitale proprio, rispetto a quello esistente alla chiusura di ciascun esercizio precedente a quelli in corso nei suddetti periodi d’imposta, è incrementata del 40 per cento. Per i periodi d’imposta successivi la variazione in aumento del capitale proprio è determinata senza tenere conto dell’incremento del 40% di cui sopra; l’applicazione di tale disposizione però è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea, ad oggi mancante.
In ciascun esercizio la variazione in aumento del patrimonio netto non può comunque eccedere il patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, incluso l’utile o la perdita di esercizio, ed escluse le riserve per acquisto di azioni proprie.
Per quanto riguarda l’aliquota di rendimento nozionale dell’incremento del capitale proprio, in base alla legge 147/2013, essa, per il 2014 è stata aumentata al 4 per cento (dal 3% del 2013); essa sarà del 4,5% per l’esercizio 2015 e del 4,75% per l’esercizio 2016; si deve ricordare che nel calcolo degli acconti Ires dovuti per il periodo d’imposta 2015 si deve utilizzare l’aliquota Ace relativa al periodo d’imposta precedente.
L’eccedenza non utilizzabile nell’esercizio 2014 è computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi. A questo proposito, nella colonna 14 si trova la seconda modifica alla preesistente modulistica, con cui si recepisce la novità introdotta dal Dl 91/2014, secondo cui l’importo del rendimento nozionale maturato nel periodo d’imposta oggetto della dichiarazione, al netto della quota utilizzata in deduzione dal reddito complessivo netto dichiarato nel quadro RN, ovvero dal reddito complessivo globale netto dichiarato di gruppo, può essere fruito come credito d’imposta in diminuzione dell’Irap, ripartito in cinque quote annuali di pari importo. Per i soggetti Ires il credito è calcolato applicando al predetto importo l’aliquota Ires di cui all’articolo 77, Tuir, oggi pari al 27,5 per cento.
Solo l’eccedenza maturata nel 2014 può essere oggetto di conversione, per cui ci si chiede come sia utilizzabile un’eccedenza di Ace di anni precedenti ove si verifichi una costanza di perdite fiscali, con conseguente reiterata impossibilità di utilizzo. La lettera della norma indurrebbe a ritenere possibile convertire tutta l’eccedenza Ace, che sia maturata nell’esercizio 2014 ovvero in anni pregressi. Sul punto sarebbe auspicabile un ripensamento da parte dell’agenzia delle Entrate, che sarebbe in linea con l’intento della norma. Dalle istruzioni non emergono invece elementi contrari alla possibilità di conversione parziale dell’eccedenza maturata nel 2014.
È opportuno infine ricordare che per il periodo d’imposta 2014 l’Ace non trova applicazione né in sede di determinazione del reddito delle partecipate estere (Cfc) da assoggettare a tassazione separata ex articolo 167, Tuir, né nell’ambito del calcolo del tax rate domestico virtuale che si deve effettuare per stabilire l’assoggettamento alla disciplina Cfc delle società white list (circolare 12/E del 2014). Peraltro, in base all’articolo 8, comma 1, lettera c dello schema di decreto delegato sull’internazionalizzazione, pare possibile che dal 2015 l’Ace possa concorrere alla determinazione del reddito da assoggettare a tassazione separata.

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