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L’Eba: soddisfatte le richieste sul capitale degli istituti europei

Gli esami non sono certo finiti, ma intanto venti banche europee sono state promosse. Il rapporto preliminare sull’andamento del processo di ricapitalizzazione delle principali banche Ue, pubblicato ieri dalla European Banking Authority (Eba), sottolinea la solidità ritrovata dal settore senza però nascondere i “notevoli ostacoli” ancora da superare.
La “grande maggioranza” delle 27 banche coinvolte ha raggiunto il livello del 9% del Core Tier 1 entro fine giugno come richiesto dall’Eba. Il programma dell’Eba ha portato a una ricapitalizzazione da 94,4 miliardi di euro per 27 banche – molto superiore al “buco” da 76 miliardi di euro riscontrato nel dicembre scorso – e a una profonda ristrutturazione delle restanti quattro banche. In linea con le raccomandazioni dell’Eba, la ricapitalizzazione è stata realizzata «senza ridurre la concessione di crediti a privati e imprese e senza vendite forzate di asset».
Il presidente dell’Eba, l’italiano Andrea Enria, ha espresso la sua soddisfazione: «Il nostro lavoro per rafforzare i capitali delle banche procede come da programma, – ha detto –. Le banche europee si trovano ora in una posizione di maggiore solidità e questo dovrebbe sostenere la concessione di credito all’economia reale e consentire un ripristino graduale delle capacità di accesso delle banche al mercato dei capitali per le loro esigenze di finanziamento».
L’Eba ha dichiarato che per i «pochi istituti che non sono riusciti a raggiungere i livelli richiesti di capitale utilizzando fonti private sono già state o stanno per essere attivate misure alternative di sostegno» dei rispettivi Governi per fare in modo che anch’essi si possano meritare la promozione. Tra le sette banche che hanno avuto bisogno di interventi supplementari l’unica italiana è Banca Monte dei Paschi di Siena, che a fine giugno ha già ricevuto un sostegno pubblico fino a 2 miliardi di euro. Le altre sono la slovena Nova Ljubljanska Banka, Bank of Cyprus e Cyprus Popular e tre banche portoghesi (Caixa Geral de Depositos, Banco Comercial Portugues e Banco Bpi).
Enria ha avvertito che «restano da superare notevoli ostacoli prima di poter uscire dalla crisi e rispettare le nuove regole stabilite dal G20, ma questo è stato un passo necessario e importante per risanare i bilanci delle banche in tutta la Ue». Il processo di risanamento è ancora in corso, ha sottolineato l’Eba, e le autorità nazionali di supervisione dovranno quindi continuare a monitorare la situazione anche dopo che sarà concluso l’esercizio di ricapitalizzazione. Se sarà necessario verranno condotte analisi dettagliate sulla qualità degli asset di ogni singola banca valutando sia l’entità delle perdite sul portafoglio prestiti che la qualità dei collaterali.
L’Eba aveva condotto i primi “stress test” su 71 banche europee nel luglio 2011 con un livello minimo richiesto di un Core Tier 1 del 5%, ma con l’aggravarsi della crisi del debito nell’eurozona aveva avviato un processo di ricapitalizzazione con standard minimi più rigorosi. Negli ultimi 18 mesi, secondo quanto dichiarato ieri da Enria, il rafforzamento patrimoniale totale da parte delle banche europee è stato del valore di 230 miliardi di euro, compresi i pacchetti aggiuntivi approvati per la Grecia e la Spagna.
Il rapporto preliminare dell’Eba diffuso ieri tiene conto solo dei valori aggregati, mentre in settembre verrà pubblicato il rapporto finale che entrerà nello specifico delle misure adottate da ogni singola banca.

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