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Leasing, soggettività passiva Imu da chiarire

Giudici divisi sulla soggettività passiva Imu nelle ipotesi di contratti di locazione finanziaria di immobili con sopravvenuta risoluzione contrattuale senza che vi sia stata la materiale riconsegna del bene alla società concedente. Al punto che sarebbe opportuna una soluzione dalle Sezioni unite.

La Ctr Lombardia (sentenza 4084/2018) ha affermato che la soggettività passiva, ai fini Imu, segue le sorti del contratto e non la detenzione del bene locato, ciò in quanto per la disciplina Imu il soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e solo per tutta la durata del contratto ovvero fino all’eventuale data di risoluzione dello stesso, indipendentemente dall’effettiva data di consegna dell’immobile. Secondo la stessa Ctr Lombardia (sentenza 1774/2019) la soggettività passiva Imu guarda sempre al possesso del bene locato, ritenendo che la normativa deve interpretarsi nel senso che il legislatore abbia fatto riferimento al caso in cui, cessato il rapporto contrattuale, l’impresa di leasing recuperi il possesso del bene in locazione; laddove invece questa coincidenza tra cessazione del contratto e riacquisto del possesso non vi sia, a causa dell’inadempimento dell’utilizzatrice all’obbligo di restituzione del bene, è quest’ultima che si trova nella condizione di potere utilizzare, indebitamente, il bene oggetto del leasing. Ancora la Ctr Lombardia (sentenza 1194/2018), in una fattispecie diversa (inadempimento del locatore a riprendersi il bene locato) caratterizzata da risoluzione contrattuale in data anteriore al fallimento e da solleciti effettuati al locatore dal curatore per riprendersi l’immobile, per i giudici milanesi la società concedente il leasing non poteva pretendere di non pagare l’Imu sostenendo che sarebbe stata solo l’effettiva riconsegna a porre il crisma della soggettività passiva.

Lo stesso contrasto, quasi a invocare l’intervento delle Sezioni Unite, si rinviene in Cassazione che con due pronunce hanno prima affermato che la risoluzione del contratto di leasing comporta il trasferimento della soggettività passiva Imu in capo al concedente sin dalla data della risoluzione, senza che una eventuale ritardata restituzione da parte dell’utilizzatore possa ritardarne gli effetti fiscali (sentenza 13793/2019) e hanno poi (sentenza 19166/2019) sostenuto che «la risoluzione anticipata non può produrre la modificazione sostanziale minima necessaria alla situazione giuridica dell’utilizzatore che, sola, potrebbe giustificare il trasferimento della responsabilità del tributo».

Massimo Romeo

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