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Leasing, società ancora responsabili

Per chiarire la questione è arrivato anche un articolo di legge, l’estate scorsa. Ma non basta ancora: l’esclusione dalla responsabilità solidale per le società di leasing sui bolli auto non pagati dai propri clienti non si può ancora dare per acquisita. Tra novembre e dicembre la Commissione tributaria provinciale di Milano non l’ha riconosciuta per le annualità d’imposta precedenti ad agosto 2015. E in gioco potrebbero rientrare anche le annualità future: la Regione Lombardia, dove si concentrano molte delle principali società di leasing, nei tanti contenziosi in corso sta presentando istanze affinché le Commissioni tributarie sollevino questione di legittimità costituzionale della norma di chiarimento (articolo 9, commi 9-bis, ter e quater del Dl 78/2015).
Finora l’istanza non è stata mai accolta, ma probabilmente la Regione persevererà, perché in gioco ci sono circa 200 milioni di gettito. Una cifra alta, soprattutto in rapporto al numero dei veicoli coinvolti (spesso sono modelli di pregio, quindi con bollo cospicuo).
Anche per questo le controversie sul bollo auto in caso di leasing sono sempre state rilevanti. Per cercare di dirimerle, si era inserito nell’articolo 7 della legge 99/2009 il comma 2, che modificava l’articolo 5, comma 29, della legge 53/1983 (la norma fondamentale sul bollo auto) aggiungendo il locatario all’elenco dei soggetti passivi. Il testo non contiene precisazioni, per cui l’interpretazione più immediata appariva quella secondo cui c’è responsabilità solidale col proprietario del veicolo (la società di leasing).
Il ministero dell’Economia, con la nota n. 13270 del 27 giugno 2012, aveva affermato l’esclusiva responsabilità del proprietario e parte della giurisprudenza si era allineata (si veda Il Sole 24 Ore del 15 maggio 2013). Ma c’erano anche sentenze opposte e così nel Dl 78/2015 è stata inserita un’interpretazione autentica che dà la responsabilità al solo locatario e che la Commissione tributaria regionale (Ctr) della Lombardia ha ritenuto retroattiva (Il Sole 24 Ore del 30 novembre 2015).
Ma riscuotere dai locatari è difficile, se non altro perché i loro nomi sono nell’archivio nazionale della tassa solo dal 2014. Quindi la Regione Lombardia continua con gli avvisi di accertamento anche alle società di leasing, che presentano ricorsi.
La Commissione tributaria provinciale (Ctp) di Milano sta mostrando un orientamento a respingerli, come nelle sentenze sulle cause 9878/2015 (trattata dalla Sezione 24) e 52/36/2016 (Sezione 36). In entrambi i casi, è ritenuto pacifico che la norma del 2009, per com’è formulata, stabilisse la responsabilità solidale, mentre quella del 2015 non sarebbe un’interpretazione autentica ma una disposizione nuova a tutti gli effetti e dunque valida solo per i bolli dovuti a partire dal 15 agosto 2015 (data di entrata in vigore della legge 125, che ha convertito il Dl 78). Infatti, la norma del 2015 afferma una cosa palesemente, anche se solo parzialmente, diversa da quella del 2009 (cioè che il responsabile è solo uno e non più due). E la Sezione 24 aggiunge che è arrivata oltre sei anni dopo (troppi per essere solo un’interpretazione autentica).
Sulla norma del 2015 la Regione Lombardia si spinge a ipotizzare l’incostituzionalità, per una serie di articolate ragioni. Tra esse, il fatto che va ben oltre l’asserita interpretazione autentica, spostando il gettito dalla Regione di residenza del proprietario a quella dell’utilizzatore. Inoltre, si cita la giurisprudenza della Consulta che giustifica la retroattività solo se la norma rispetta il principio di ragionevolezza e di tutela di valori di civiltà giuridica, mentre secondo la Regione in questo caso si determina un’ingente perdita di gettito in nome di interessi non ben identificati.
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