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Il leasing punta sull’agri-food

Un’azienda del settore dolciario, due imprese che producono snack, un player primario del mercato avicolo. Quattro storie diverse, unite da un denominatore comune: il ricorso al leasing per finanziare gli investimenti sulla crescita. Con il credito tradizionale in stallo, l’industria alimentare, agroalimentare e agricola italiana sembra aver trovato infatti nei finanziamenti in leasing un’alternativa concreta e sostenibile ai prestiti bancari, soprattutto nell’acquisto di macchinari e tecnologie. A confermarlo sono le stesse imprese del leasing, sempre più attive nel sostegno finanziario al sistema economico italiano e alle sue filiere di eccellenza, come appunto quelle agricole e agroalimentari: il tema è stato infatti al centro dell’attenzione dell’assemblea di Assilea, l’Associazione italiana leasing, dove è stato presentato e discusso lo studio Istat «L’Agricoltura in Italia, un settore da scoprire». «L’estensione modesta delle superfici agricole in Italia ha spiegato Alessandra Agostinelli dell’Istat – porta a esplorare possibilità di sviluppo attraverso la sostituzione del parco macchine e gli investimenti in tecnologie digitali». E qui entra in campo il leasing: « Le opportunità di investimento per le aziende de sono enormi – ha spiegato Roberto Faravelli, presidente di GFA Garda, che ha seguito un progetto che va dalla ristrutturazione degli allevamenti a terra di polli fino alle linee di lavorazione e confezionamento dei prodotti da uova. «Si tratta di ambiti nei quali è possibile unire la duttilità del leasing alle opportunità della legge Sabatini e della Tecno Sabatini, ma anche ai finanziamenti Mediocredito». Non solo. Grazie al leasing l’agricoltura si sposa sempre più con il mondo delle energie rinnovabili, come ha spiegato Antonio Lobosco del Politecnico di Milano. Il lease vale l’1,7 del PIL, il 22% degli investimenti in beni 4.0 e oltre il 70% dei finanziamenti Sabatini alle PMI. I nuovi finanziamenti nel 2018 hanno sfiorato i 30 miliardi di euro con una crescita del 5,5%. «Nel primo trimestre 2019 abbiamo colto segnali di rallentamento – ha detto il presidente di Assilea Enrico Duranti – ora ci aspettiamo dal decreto Crescita misure di forte impatto per le PMI per sostenere l’innovazione imprenditoriale del Paese».

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