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Leasing, l’utilizzatore è unico soggetto debitore

L’unico soggetto debitore della tassa automobilistica regionale, nei casi di veicoli concessi in locazione finanziaria, è l’utilizzatore dell’autovettura oggetto del contratto e non anche il concedente. Ciò vale anche nei rapporti anteriori al 2016, anno di entrata in vigore del dl 113/2016 che ha stabilito la responsabilità esclusiva dell’utilizzatore. È il principio ormai pacifico ribadito dalla Ctp di Milano con sentenza n. 3455/17/2019, in riferimento a un contenzioso instauratosi tra una società di leasing e la regione Lombardia. Il collegio provinciale, nell’emettere la sentenza, ha seguito la giurisprudenza maggioritaria di merito in materia di tassa automobilistica regionale (c.d. bollo auto), oggetto negli anni di una complessa evoluzione della legislazione statale. La società ricorrente impugnava con ricorso 47 ingiunzioni di pagamento relative a tale tributo regionale, per il 2015 e notificate nell’anno 2018 dalla regione Lombardia, chiedendone l’annullamento. La Ctp, per 45 delle ingiunzioni, accoglieva il gravame, poiché, per l’anno di imposta cui si riferiva il tributo, il 2015, andava necessariamente esclusa la soggettività passiva della società concedente l’autovettura in contratto di leasing. L’unico debitore della tassa de qua, infatti, è colui che ha nella propria disponibilità l’uso del veicolo per il quale il tributo andava versato. Il ricorso, quindi, veniva accolto con conseguente annullamento delle ingiunzioni regionali impugnate dalla società di leasing. Tale decisum è coerente anche con la posizione ultima assunta dalla Suprema Corte nella recente sentenza del 16 maggio 2019, n. 13131, con cui i giudici di legittimità hanno contribuito a risolvere l’annosa questione concernente l’individuazione del soggetto passivo della tassa regionale per i veicoli concessi in locazione finanziaria. La normativa di riferimento si rintraccia nella legge 99/09, in vigore dal 15/8/2009, che ha allargato il novero dei soggetti passivi. Il collegio di Cassazione, infatti, dopo aver proceduto all’interpretazione della legislazione in vigore, sconfessando la tesi delle regioni propendenti a invocare una doppia soggettività passiva, sia in capo al proprietario sia in capo all’utilizzatore, solidalmente obbligati, ha osservato come invece la volontà del legislatore è stata in ultimo quella di escludere «la soggettività passiva del concedente salvo il caso in cui questi abbia provveduto al pagamento cumulativo in luogo degli utilizzatori, per i periodi compresi nella durata del contratto di locazione finanziaria».

Nicola Fuoco

La società C.A. L. I. Srl impugnava con il ricorso in epigrafe 47 ingiunzioni di pagamento riguardanti la tassa automobilistica regionale, tutte relative all’anno 2015 e notificate tutte nell’anno 2018.

Nel gravame era chiesto l’annullamento delle ingiunzioni per vari motivi. Si costituiva in giudizio la regione Lombardia, chiedendo che il giudizio fosse in parte dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere, mentre per la restante parte che il ricorso fosse rigettato perché infondato.

All’udienza del 16/7/2019 la causa era discussa e trattenuta in decisione.

Il giudizio deve in parte essere dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere, ai sensi dell’art. 46 del dlgs 546/1992.

Infatti, come ammesso da entrambe le parti della presente controversia, due ingiunzioni (…), sono state annullate dalla Regione in quanto relative a tributi già corrisposti, sicché in relazione alle medesime il presente giudizio deve reputarsi estinto.

Per le altre 45 ingiunzioni il gravame merita invece accoglimento, per le ragioni che seguono.

In materia di tassa automobilistica regionale la giurisprudenza, vista la tormentata evoluzione della legislazione statale sulla questione (…), è pervenuta alla conclusione che per l’anno di imposta di cui è causa (2015), deve escludersi la soggettività passiva del concedente l’autovettura in leasing, essendo debitore della tassa il solo utilizzatore. Sul punto sia consentito il rinvio alle sentenze della Corte di cassazione depositate nell’anno 2019, allegate alla memoria difensiva depositata dalla società istante il 5/7/2019.

La pretesa tributaria della regione appare quindi infondata e ciò vale anche per le quattro ingiunzioni che sarebbero riferite ad autovetture alienate dalla società concedente in periodi di imposta successivi all’anno 2015 (…).

Infatti, anche a voler ammettere che i veicoli erano ancora nella disponibilità dell’utilizzatore, allora sarà anche quest’ultimo e non la concedente il soggetto passivo del tributo. In conclusione, il ricorso deve essere accolto per la restante parte, con conseguente annullamento delle 45 ingiunzioni regionali impugnate.

Le spese possono nondimeno essere interamente compensante, attesa la complessità delle questioni poste all’attenzione del Collegio, derivante dai continui mutamenti normativi e dall’oscillazione della giurisprudenza in materia.

P.Q.M. La commissione dichiara in parte cessata la materia del contendere e accoglie per la restante parte il ricorso, come in motivazione. Spese compensate.

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