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Leasing, l’utilizzatore paga il bollo

La tassa automobilistica non è a carico della società che stipula il contratto
Per i veicoli concessi in locazione finanziaria l’unico soggetto tenuto al pagamento della tassa automobilistica regionale è il soggetto utilizzatore, anche anteriormente al 1° gennaio 2016. Non è quindi configurabile alcuna responsabilità solidale della società di leasing in caso di mancato pagamento della tassa, in quanto la legge 160/2016 non ha di fatto apportato alcuna sostanziale modifica sui soggetti obbligati al pagamento.
Sono queste le conclusioni delle commissioni tributarie (Ctp Ancona, sentenza1909/2016 e Ctp Firenze, sentenza n. 1295/2016) che si sono espresse sulla questione della soggettività passiva della tassa auto per i veicoli in leasing a seguito delle modifiche normative introdotte dal Dl enti locali.
Oggetto della questione è l’individuazione del soggetto passivo della tassa automobilistica in relazione agli autoveicoli concessi in locazione finanziaria, a seguito della legge 99/2009; questa norma aveva rivisto gli obbligati al tributo regionale: prima del 15 agosto 2009 (data di entrata in vigore della legge 99/2009), infatti, la normativa sulla tassa automobilistica (articolo 5 del Dl 953/82) prevedeva quale unico soggetto passivo il «proprietario» del bene concesso in locazione finanziaria, e quindi per i veicoli concessi in leasing il soggetto tenuto al pagamento era la società di leasing, proprietaria del bene; la legge 99/2009 ha invece previsto che al pagamento della tassa automobilistica «sono tenuti coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento….risultano essere proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, ovvero utilizzatori a titolo di locazione finanzaria».
Nonostante la modifica normativa avesse chiaramente la finalità di imporre il pagamento della tassa esclusivamente ai soggetti utilizzatori, alcune Regioni hanno continuato a chiedere alle società di leasing il pagamento dell’imposta relativa ai veicoli concessi in leasing, argomentando che il prelievo potesse avvenire indifferentemente sia in capo al proprietario del veicolo che all’utilizzatore in quanto solidalmente obbligati. Ciò nonostante la norma non prevedesse alcun regime di solidarietà e il Dipartimento delle Finanze avesse espresso un diverso parere (nota del 27 giugno 2012 prot. n. 13270).
Ne è scaturito un ingente contenzioso tributario che, pur se prevalentemente favorevole alle società di leasing, in alcune casi ha visto l’accoglimento della tesi delle Regioni.
Per dirimere tale contenzioso era intervenuta una norma di interpretazione autentica (Dl 78/2015) che chiariva in modo inequivocabile che per i veicoli concessi in leasing, dal 15 agosto 2009, l’unico soggetto tenuto al pagamento della tassa è l’utilizzatore.
Il Dl enti locali ha tuttavia abrogato la norma interpretativa del 2015 stabilendo contestualmente la responsabilità esclusiva dell’utilizzatore dal 1° gennaio 2016.
I giudici provinciali di Ancona e Firenze riconoscono tuttavia che la modifica normativa del Dl enti locali non può avere effetti retroattivi in quanto – pur abrogando la norma interpretativa del 2015 – lascia invariato il testo del Dl 953/82 (modificato dalla legge 99/2009) che già prevede la responsabilità esclusiva dell’utilizzatore. Peraltro, benché questo aspetto non sia esplicitamente affrontato nelle sentenze, va detto che la norma abrogativa del Dl enti locali, non qualificandosi quale norma interpretativa, non può avere effetti retroattivi, e pertanto la sua «efficacia abrogativa» deve decorrere dal 1° gennaio 2016.

Giacomo Albano

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