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Leasing, deducibilità in prova

Al debutto le nuove regole sulla deducibilità dei leasing nel modello Unico 2013. Superamento della regola che imponeva una durata minima contrattuale per la deducibilità dei canoni e introduzione di quella che (per i contratti stipulati a partire dal 29 aprile 2012) indipendentemente dalla durata contrattuale, fissa unicamente il ritmo di deducibilità.

L’innovazione comporta la possibilità che si verifichino tre diverse ipotesi con conseguenze fiscali diverse.

  • Ipotesi 1: la durata contrattuale è identica a quella minima individuata dall’art. 102, comma 7. I canoni sono deducibili con lo stesso ritmo con cui sono imputati a conto economico.
  • Ipotesi 2: la durata contrattuale superiore a quella minima individuata dall’art. 102, comma 7. I canoni sono deducibili con lo stesso ritmo con cui sono imputati a conto economico.
  • Ipotesi 3: la durata contrattuale è inferiore a quella minima individuata dall’art. 102, comma 7. I canoni sono deducibili con un ritmo differente (più lento) rispetto a quello di imputazione a conto economico.Nell’ipotesi 3 occorre pertanto effettuare variazione in aumento per neutralizzare la maggior imputazione a conto economico. Nonostante il diverso parere di Assonime (ma in coerenza con quanto sostenuto da Assilea) ipotizzando un leasing immobiliare stipulato per 9 anni da una società il cui coefficiente di ammortamento per tali beni è il 3%, occorrerà grazie alle variazioni in aumento ridurre al 50% la deducibilità di quanto imputato a conto economico nel corso del contratto.

    Successivamente ciò comporterà che la metà dei canoni imputata a conto economico e non dedotto nel corso del contratto lo sarebbe successivamente con un ritmo uguale a quello precedente.

    Ma vi è un’altra annotazione. Il canone contrattuale è composto da due parti: la quota capitale e la quota interessi. Tali due parti da un punto di vista contabile rappresentano però due parti di un unicum. L’intero importo è imputato a conto economico nella voce B8. È vero però che le due parti talvolta assumono autonoma rilevanza sia contabile che fiscale. Da un punto di vista contabile in nota integrativa è richiesta l’indicazione autonoma (insieme ad altri dati) della quota finanziaria dei canoni. Ai fini fiscali la quota interessi ha autonoma rilevanza ai fini del calcolo del Rol imposto dall’art. 96 e ai fini Irap.

    Nonostante questa ultima osservazione (e in contrasto che ciò che è stato sostenuto da Assonime) gli interessi impliciti nei canoni di leasing sono da spalmare in modo lineare sulla base della durata minima fiscale. In sostanza hanno il medesimo trattamento riservato alla quota capitale. Quindi tornando all’esempio:

  • canoni totali (costo leasing) 130.000
  • quota capitale 100.000
  • quota interesse 30.000
  • durata fiscale 12 anni: in tale durata deduco la quota capitale e la quota interessi di 130.000
  • durata contrattuale 10 anni. Non ha rilevanza fiscale.Ma oltre a ciò vi sono da considerare anche altre regole che si intrecciano quali quella che impone lo scorporo del valore dell’area su cui insiste un fabbricato per individuare la quota deducibile.

    Nel caso di leasing immobiliare anche tale regola dovrà trovare applicazione in quanto in tale ipotesi è sempre necessario considerare che la quota di costo astrattamente riferibile all’area non da luogo ad ammortamenti o a canoni leasing deducibili.

    Il dubbio nel caso in esame potrebbe essere se tale irrilevanza debba trovare rilievo nel momento in cui la quota è imputata a conto economico o se invece la stessa possa essere rimandata a quando quella quota assume rilevanza fiscale.

    Presumibilmente la tesi che si preferisce è quella per cui la quota non deducibile ottenuta applicando le percentuali del 20 o 30% alla quota capitale complessiva di competenza del periodo d’imposta sia da considerare avendo a riguardo agli importi fiscalmente rilevanti e non invece a quelli imputati a conto economico.

    Anche questa situazione può essere esemplificata.

    Alfa stipula un contratto di locazione immobiliare della durata di 9 anni dal costo complessivo di 360.000.

    Il periodo di deducibilità fiscale è pari a 18 anni.

    Nel conto economico sono imputati ogni anno dei 9 di durata 40.000

    Nel modello unico occorre per ogni anno del contratto effettuare una variazione in aumento di 20.000

    Ogni anno la quota deducibile è pari a 20.000

    Ogni anno pertanto occorrerà considerare non deducibile il 20% (o il 30% in relazione alla natura del fabbricato) della quota deducibile pari a 20.000

    È allora evidente come operativamente la nuova regola, che presumibilmente sarà applicata in non pochi casi, può comportare non poche complicazioni visto il concatenarsi di diverse disposizioni. Che la nuove misure saranno applicate è una facile previsione: essendo state le società di leasing a promuoverla è facile ipotizzare che leasing di durata pari a quella di deducibilità (soprattutto in ambito immobiliare) sarà molto difficile riuscire a stipularli.

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