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Leasing, i criteri per la soggettività Imu

Sono la stipula e la vigenza del contratto con cui vengono concessi in locazione finanziaria dei beni immobili in costruzione, a determinare la soggettività passiva Imu in capo al locatario, a nulla rilevando che, in caso di risoluzione, lo stesso immobile non sia stato ancora materialmente riconsegnato. La chiara normativa di riferimento, nel caso trattato, era quella di cui all’art. 9 del dlgs n. 23 del 14 marzo 2011. A quest’ultima si legava, infatti, il ragionamento oggetto delle motivazioni della sentenza n. 630/2018 emessa dalla sezione prima della Ctp di Bergamo, con la quale veniva respinto il ricorso di una Spa proposto contro degli avvisi di accertamento Imu. L’imposta, secondo il comune di Canonica d’Adda, relativa a immobili in costruzione concessi in locazione finanziaria, gravava sulla società locataria, in ossequio al dettato normativo di cui all’art. 9 del dlgs n. 23 del 2011 che si pone in continuità con quanto già previsto ai fini Ici dall’art. 3 comma 2 del dlgs n. 504/1992. Tali norme sono del tutto coincidenti nel prevedere che «Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto». Quest’ultimo, tuttavia, nel caso di specie, veniva risolto, ma la mancata riconsegna materiale del bene immobile in seguito alla suddetta risoluzione non poteva costituire circostanza giustificativa di una diversa soggettività passiva dell’imposta, dal momento che, semmai, dall’inadempimento dell’obbligo di riconsegna deriverebbe una diversa responsabilità del locatario stesso da farsi valere in sede civile. Stando, invece, alla normativa fiscale, tenuto conto dell’avvenuto scioglimento del contratto, all’imposta, ritenevano i giudici di Bergamo, tornava a essere assoggettata la società ricorrente che aveva concesso gli immobili in leasing. In sostanza, l’imposizione era ricollegata alla vigenza contrattuale e non alla riconsegna o meno del bene, posto che il godimento dello stesso o anche la sua semplice detenzione non assurgono a fatti rilevanti ai fini dell’individuazione della soggettività passiva Imu così come chiaramente sancita dalla normativa esaminata. Rilevava, dunque, unicamente la stipula del contratto e le vicende risolutive che nel caso di specie lo riguardavano, non avendo alcun rilievo che, ai diversi fini Tasi, rilevasse anche la riconsegna del bene, trattandosi, quest’ultimo tributo, di una tassa connessa all’erogazione di servizi e non, come l’Imu, di imposta patrimoniale.Nicola Fuoco

(Omissis) Il ricorso non merita accoglimento. L’art. 9, dlgs 14 marzo 2011 n. 23, con la medesima ratio e in continuità logica con quanto già previsto in materia di Ici dall’art. 3, comma secondo, dlgs 30 dicembre 1992 n. 504, prevede quanto all’Imu che per gli immobili anche da costruire od in corso di costruzione concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto. Nel caso di specie, dunque, risolto il contratto avente a oggetto l’immobile per il quale è stato notificato l’avviso di accertamento in oggetto, non può non ritenersi che soggetto passivo della imposta sia tornata a essere la società ricorrente concedente il leasing. A nulla, invero, rileva la mancata materiale riconsegna del bene contestualmente alla risoluzione contrattuale, atteso che il godimento di fatto del bene o la sua semplice detenzione risultano del tutto irrilevanti rispetto alla soggettività passiva della imposta, generando al più responsabilità del locatario da fare valere in sede civile.

D’altra parte, ove il trasferimento della soggettività passiva dipendesse dalla consegna del bene, dovrebbe derivarne che soggetto obbligato sarebbe il locatore anche nella ipotesi in cui oggetto del contratto di leasing fosse un immobile da costruire od in corso di costruzione (che, come tale, non può essere detenuto). Ma ciò non è, trasferendosi comunque la soggettività passiva del tributo al locatario a far tempo dalla data della stipula … del contratto. A nulla, poi, vale rilevare che per la Tasi, l’art. I, comma 672, della legge 147/2013 preveda che per durata del contratto di locazione finanziaria debba intendersi il periodo decorrente dalla data della stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata dal verbale di consegna.

Invero, in quanto riferita alla Tasi, il dettato normativo non può essere esteso ad altri tributi, specialmente laddove si ponga mente al fatto che l’Imu è imposta patrimoniale, mentre la Tasi è tassa in relazione a servizi che, correttamente, deve ricadere su chi ne usufruisce.

Nelle superiori argomentazioni risiede la motivazione per il rigetto del ricorso.

Ex art. 15, dlgs 546/1992, alla soccombenza segue la condanna alle spese in favore del Comune resistente, nella misura indicata nel dispositivo.

P.Q.M. visti gli artt. 15 e 35, dlgs 546/1992 rigetta il ricorso (…)

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