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Leasing, il concedente paga l’Imu dalla cessazione del contratto

Nuova vittoria dei comuni sull’annosa questione dell’assoggettamento a Imu/Tasi degli immobili oggetto di leasing. Anche la Commissione tributaria provinciale di Rimini aderisce alla tesi favorevole ai sindaci, secondo cui il tributo è dovuto dal concedente a far data dalla cessazione del contratto e non dall’effettiva riconsegna del bene.Con la sentenza n. 346 del 6 settembre 2017 della Ctp riminese, i giudici tributari sono tornati a pronunciarsi su un tema che da tempo vede contrapporsi tesi opposte, tanto da rendere opportuno (come evidenziato sul sito della Deflino&Partners) un intervento della Cassazione che possa chiarire in modo univoco i principi impositivi.

Tutto nasce dalle laconiche indicazioni fornite dal Mef con la circolare 109/E/1999, nella quale viene precisato che la soggettività passiva in tema di leasing si trasferisce all’utilizzatore con la consegna dell’immobile da parte del proprietario e termina con il rilascio del bene stesso.

Alla luce di queste affermazioni, le società di leasing (si veda la circolare Assilea del 2 novembre 2012) ritengono di non essere soggetti passivi fintanto che il bene non sia stato riconsegnato da parte dell’utilizzatore e ciò anche nel caso in cui tale fatto avvenga a distanza di anni dalla risoluzione del contratto.

Per contro, i comuni (cfr la nota Ifel del 4 novembre 2013) sostengono che le istruzioni ministeriali non hanno alcuna forza normativa e pertanto, nel caso in cui il soggetto utilizzatore non risulti più solvibile (ad esempio in quanto fallito), la soggettività passiva deve essere riconosciuta in capo ai soggetti concedenti, al fine di evitare che l’immobile oggetto del contratto non venga assoggettato al tributo per il lasso di tempo intercorrente tra la fine del contratto e la riconsegna dello stesso.

Per quanto concerne i giudici tributari, essi, dopo un iniziale contrasto, si sono indirizzati in massa verso la tesi comunale, da ultimo con la Ctp di Rimini la quale ha ribadito come le istruzioni ministeriali e la normativa di riferimento non facciano in alcun modo rilevare il requisito della consegna del bene, essendo soltanto menzionato l’elemento formale della durata del contratto di leasing. Del medesimo avviso, di recente, anche la Ctr di Milano (sentenza n. 1194/2018) e quella di Pesaro (sentenze n. 247-248-274/2018). In particolare, è stato precisato che la riconsegna del bene fa parte degli aspetti ultra-contrattuali, cioè è un effetto che non discende dal contratto, bensì dalla cessazione della durata del contratto. Il legislatore ha sancito esplicitamente che solo fino alla «durata del contratto» è soggetto passivo il locatario, una volta cessata la durata il locatario non riveste il ruolo di soggetto passivo». Con la conseguenza che «Nel periodo intercorrente fra la risoluzione del contratto di locazione e la riconsegna del bene, è il proprietario che deve versare tale tributo, in quanto il locatario è detentore senza titolo del bene».

Matteo Barbero

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