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Leasing «breve» in Unico: deduzione in sei mosse

Leasing con deducibilità fiscale abbreviata e vantaggiosa rispetto all’acquisto, ma la compilazione di Unico impone la massima attenzione, poiché molte sono le variabili in gioco e ogni errore potrebbe riflettersi su più dichiarazioni. È questa, in sintesi, la situazione tipica di molte imprese italiane, alle prese con il calcolo delle imposte e la compilazione delle dichiarazioni Irpef, Ires e Irap. 
La ripresa degli investimenti, lenta ma evidente, sta premiando il ricorso alla locazione finanziaria, con un incremento significativo dei contratti (si vedano i dati del Rapporto Assilea 2014 pubblicati su Il Sole 24 Ore del 21 aprile scorso) in parte legato a provvedimenti ben conosciuti dalle imprese, quali la Sabatini-bis (articolo 2, Dl 69/2013) e il bonus investimenti Guidi-Padoan (articolo 18, Dl 91/2014), entrambi ancora fruibili.
Il coordinamento tra rilevazione contabile e deduzione fiscale è, tuttavia, piuttosto complicato e in sede dichiarativa occorre correggere a più riprese il dato proveniente dal bilancio. Vediamo di seguito le regole principali per non commettere errori.
La nota integrativa 
L’applicazione dei principi contabili nazionali impone la contabilizzazione del leasing con il “metodo patrimoniale”, cioè assimilando l’operazione a una sorta di noleggio con opzione per il riscatto.
La prima accortezza è, quindi, quella di inserire in nota integrativa (ai sensi del punto 22 dell’articolo 2427 del Codici civile) un prospetto riportante varie informazioni, tra cui il valore attuale delle rate di canone non scadute e l’onere finanziario effettivo riferibile all’esercizio (principio Oic 12, appendice D).
Il canone 
In secondo luogo occorre considerare separatamente, nell’ambito del canone iscritto a bilancio, la quota interessi da quella “capitale”, poiché ciascuna segue regole differenti (si veda l’altro articolo in pagina).
La suddivisione può avvenire in modo forfettario (applicando la formula di cui all’articolo 1 del Dm del 24 aprile 1998) oppure individuando contrattualmente l’ammontare effettivo di competenza; ciò che conta, al riguardo, è rispettare la coerenza nei diversi periodi d’imposta, senza cambiare metodo in corsa.
La decorrenza 
Altra regola da ricordare sempre è che, salvo deroghe esplicite, le disposizioni in essere alla data di stipula del contratto vanno applicate lungo tutta la durata della locazione finanziaria, anche se nel frattempo vengono modificate. Il grafico in pagina mostra le modifiche intervenute negli ultimi anni: contratti analoghi, ma stipulati in periodi differenti, manterranno nel tempo una differente deducibilità a livello fiscale.
La durata 
Per i contratti stipulati a decorrere dal 29 aprile 2012 la deducibilità fiscale è sganciata dalla durata contrattuale, nel senso che il legislatore tributario ha fissato una regola di ripartizione temporale minima del costo complessivo.
La conseguenza è che contratti di durata inferiore a quella ammessa comportano una ridefinizione del canone in dichiarazione. Come descritto dalla circolare 17/E/2013, in questi casi occorre apportare una variazione in aumento fino al momento del riscatto, per poi procedere a una variazione in diminuzione sino al termine della durata minima indicata dall’articolo 102 del Tuir, che prosegue anche in caso di cessione del bene o di mancato riscatto.
Il «terzo binario» Irap 
Per i soggetti che determinano l’Irap con il metodo “del bilancio” (articolo 5 del Dlgs 446/97), la deducibilità ai fini del tributo regionale segue regole differenti rispetto a quelle applicabili alle imposte dirette.
Il principio di “derivazione” dal conto economico sostituisce la durata minima (descritta in precedenza) e ciò si riflette anche ai fini della estrapolazione degli interessi impliciti, che nell’Irap sono integralmente indeducibili.
Tre categorie di beni 
Le regole di deducibilità variano a seconda della tipologia di beni oggetto del contratto, che possono essere distinti in tre categorie: beni immobili, mobili e veicoli. Dal 2014 il legislatore ha accorciato la durata minima, favorendo il ricorso a questa forma di investimento tanto per gli immobili (attualmente la ripartizione avviene in un periodo non inferiore a 12 anni), quanto per i mobili (almeno metà del periodo di ammortamento).
Resta la penalizzazione per le auto non strettamente strumentali e non assegnate in benefit ai dipendenti, per le quali la deducibilità fiscale avviene in un periodo minimo pari a quello dell’ammortamento ordinario (generalmente quattro anni).
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