Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Le WhatsApp per trasferire soldi Comode, sicure e (quasi) gratuite

Sono 22 le WhatsApp dei pagamenti censite dall’Economia. Tutte permettono di effettuare trasferimenti di denaro, tra privati, da 60 euro in su. Ideale per dividere il conto del ristorante dopo una cena tra amici, con accredito in tempo reale sul conto. Basta aprire l’app, trovare in rubrica il destinatario (cui è associato l’Iban del conto corrente, in automatico, se aderisce al servizio) e autorizzare il pagamento, digitando il codice di sicurezza.

Con lo stesso meccanismo, da qualche tempo, alcuni operatori permettono anche di fare shopping nei negozi, tramite geo-localizzazione. Satispay, con i suoi 340mila utenti attivi, ha già convenzionato 44mila esercenti in tutta Italia: accanto a migliaia di piccoli bar e ristoranti, ci sono anche grandi catene e brand noti come, Esselunga, Coop, Eataly, Pam, Yamamay, Motivi, Trenord, Benetton, Grom, Total Erg, Kasanova, per citane alcuni. Jiffy, la piaffaforma per i pagamenti sviluppata da Sia, dichiara una base di utenti attivi pari a cinque milioni. Ma le 130 banche che vi hanno aderito sono un po’ indietro nello sviluppo commerciale del p2b, peer-to-business. Solo due gruppi, Intesa Sanpaolo e Ubi banca, hanno iniziato a investire su questo canale, avviando partnership con negozi e grande distribuzione (validi però anche per gli utenti di tutte le altre banche che hanno integrato Jiffy nella propria app). «Sono circa 2000 gli esercenti già attivi, ma i numeri stanno crescendo rapidamente», dichiara Marco Polissi, responsabile Jiffy di Sia. Intanto, sono in fase di test alcuni supermercati di Carrefour, entro fine mese il servizio sarà attivo su tutti i punti vendita del gruppo francese (compresi gli Iper). Il servizio è in fase di collaudo anche su alcuni negozi di Esselunga.

Da dieci giorni, inoltre, è operativo l’accordo tra Ubi banca, Sia e la Società esercizi aeroportuali (Sea), che consente di pagare la sosta ai parcheggi P2 e P3 dell’aeroporto di Milano Bergamo grazie a Jiffy, associando il numero di cellulare alla targa del proprio veicolo.

Gli altri due operatori attivi nel peer-to-business, sono Tinaba e Hype. La creatura di Matteo Arpe sta muovendo i primi passi: ha fatto accordi, tra gli altri, con 400 stazioni Ip e Uritaxi (7.000 taxi in 14 città, tra cui Milano, Roma, Firenze e Palermo) e alcune decine di negozi. Il p2b di Hype (Banca Sella) non sembra decollare. I negozi convenzionati sono concentrata nella zona di Biella. La società pare aver scommesso soprattutto sulla tecnologia contactless. E non è la sola.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’Europa è pronta a smembrare i colossi del Web che non rispetteranno le nuove regole sul digital...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessuna autorizzazione preventiva, o per meglio dire nessuna esenzione in bianco per salire oltre il...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Invenzioni, brevetti, e altre opere dell’ingegno sono sempre più un pilastro dell’economia mode...

Oggi sulla stampa