Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Le voci straordinarie a due vie

Doppio binario per ricollocare i componenti straordinari. La bozza dell’Oic 12 – Composizione e schemi del bilancio d’esercizio, pubblicata ieri dall’Organismo italiano di contabilità, prevede infatti una riclassificazione differenziata dei ricavi e costi che alimentavano la lettera E del conto economico eliminata, per effetto del dlgs 139/2015, a partire dal 1° gennaio 2016. Per alcune voci è lo stesso standard setter a definire ex ante una precisa collocazione, per altre si rinvia invece alle scelte del redattore: quest’ultimo sarà quindi chiamato, analizzando la tipologia di evento che ha generato il costo o il ricavo «ex straordinario», a individuarne la corretta classificazione.

Debbono essere sempre collocate nelle voci A.5) Altri ricavi e proventi e B.14) Oneri diversi di gestione, ad esempio, le plusvalenze e minusvalenze da cessione, espropri di cespiti od operazioni straordinarie (anche in conseguenza di conferimenti, fusioni, scissioni ed altre vicende societarie eccezionali) purché non si riferiscano, però, a parte significativa delle partecipazioni o di titoli nel qual caso infatti, prevalendo la natura finanziaria, sono collocate nella lettera C) Proventi e oneri finanziari. Sotto quest’ultima, proseguendo con gli esempi di riclassificazioni ex ante, sono riepilogati anche i componenti reddituali derivanti dalla ristrutturazione del debito. Alla voce A.5) vanno sempre ricondotti, inoltre, i rimborsi assicurativi, le liberalità e i contributi ricevuti, l’acquisizione a titolo definitivo di caparre mentre la B.14) ospiterà gli oneri per multe, ammende e penalità da eventi estranei alla gestione, imprevedibili e occasionali, nonché per la perdita di caparre.

Sarà invece il redattore a scegliere la voce più appropriata, in relazione alla tipologia di evento che ha generato il componente di reddito, nei seguenti casi: gli oneri relativi a ristrutturazioni aziendali, magari imputabili nelle voci B.9) Per il personale e B.13) Altri accantonamenti a seconda siano legati ai dipendenti o ad accantonamenti generici; le plusvalenze e le minusvalenze da svalutazioni e rivalutazioni di natura straordinaria, vista la possibilità di riferirle a differenti poste di bilancio quali, ad esempio, partecipazioni, titoli o magazzino; le sopravvenienze attive o passive da fatti naturali o estranei alla gestione relativi a furti e ammanchi di beni, a controversie o a rotture di contratti, potendo afferire a beni e fattispecie variegati. In merito alle imposte relative ad esercizi precedenti, la bozza prevede una distinzione in funzione della loro natura: per quelle dirette gli oneri sopravvenuti (imposta, sanzioni e pure interessi) o la differenza, sia essa positiva o negativa, rispetto all’eventuale fondo stanziato debbono essere collocati nella voce 20) Imposte sul reddito dell’esercizio, correnti, differite e anticipate; nel caso d’imposte indirette, invece, le sopravvenienze e i relativi oneri accessori o le differenze rispetto ai pregressi fondi sono classificate, a seconda del segno, nelle voci A.5) e B.14).

Rinviata, invece, ogni indicazione in merito a quanto prescritto dal numero 24 dell’art. 2427 c.c. che, lo ricordiamo, chiede al redattore d’indicare in nota integrativa l’importo e la natura dei singoli elementi di ricavo o di costo di entità o incidenza eccezionali ossia, come da qualcuno immaginato, l’escamotage per continuare ad evidenziare, facendo così percepire al lettore del bilancio la qualità del reddito conseguito (intesa in termini di sua ripetibilità nel tempo), i fatti anomali ed eccezionali (verrebbe da dire «straordinari») verificatisi nel periodo amministrativo.

Andrea Fradeani

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Parla il managing partner dello Studio Chiomenti: "Il numero di operazioni è in forte aumento già...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rischio paralisi. Perché quel che accade a Berlino si riflette direttamente a Bruxelles. Il probab...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I sindacati ripartono dalla lettera del primo settembre. Quella inviata al premier Draghi in cui i ...

Oggi sulla stampa