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Le unioni civili come i matrimoni «Stessi congedi negli uffici pubblici»

Stessi congedi e permessi. Incluse le due settimane retribuite per l’eventuale viaggio di nozze. Così le unioni civili entrano anche negli uffici pubblici. Al pari dei matrimoni. È scritto nero su bianco nella bozza del nuovo contratto degli statali presentato ieri dall’Aran ai sindacati. Una novità prevista dal comma 20 della legge 76 del 2016 sulle unioni civili, ma che va ratificata nei nuovi contratti nazionali di lavoro e che ieri al tavolo tra governo e sindacati è stata data per acquisita.

«È bello — s’illumina Monica Cirinnà, senatrice pd e anima della legge sulle unioni civili —: passo dopo passo questo Paese continua ad applicare l’articolo 3 della Costituzione che dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso». La bozza prevede anche i 15 giorni retribuiti per le nozze, significa che aumenteranno i coming out negli uffici pubblici? La Cirinnà sorride: «Un ragazzo tempo fa mi scrisse: “se esisto per lo Stato, esisto per tutti”; significa che tutti ti devono riconoscere, dalla famiglia al capoufficio, così diventa più semplice sentirsi liberi e fare coming out».

Ma nella nuova bozza in discussione ci sono anche novità per le donne che hanno subito violenza di genere. Il governo, in applicazione della legge, prevede fino a 3 mesi retribuiti per le vittime, mentre i sindacati chiedono altri 3 mesi in aggiunta, non retribuiti, «perché vogliamo superare la legge e fare meglio», spiega Salvatore Chiaramonte della Fp Cgil, che sottolinea come «in generale il confronto avuto con il governo sia stato finora positivo con un miglioramento complessivo in tutti quegli aspetti che riguardano gli istituti fondamentali dei diritti dei lavoratori». L’obiettivo di entrambe le parti è quello di trovare un equilibrio tra ampliamento dei diritti e lotta agli abusi.

Ecco, ad esempio, l’estensione delle assenze per malattia anche ai giorni di inabilità temporanea legata a patologie gravi, con la Cgil che chiede di affidare la titolarità della certificazione dei giorni al medico curante. O la possibilità di permessi ad hoc (fino a 18 ore) per visite specialistiche.

Sì anche alle «ferie solidali»: i lavoratori statali potranno cedere, volontariamente e gratuitamente, parte dei propri giorni di riposo a colleghi in difficoltà.

La ministra Marianna Madia ha anche annunciato che le graduatorie di concorsi pubblici in scadenza a fine anno resteranno ancora in piedi: una speranza risolta «entro fine anno, nel Milleproroghe o con un emendamento alla legge di Bilancio». E i 4 mila vincitori di concorso e i 150 mila idonei aspettano fiduciosi. Madia assicura anche un piano speciale per l’assunzione dei ricercatori negli ospedali di eccellenza e l’interpretazione più favorevole possibile delle norme per l’assorbimento dei precari.

I sindacati puntano a chiudere l’accordo preliminare sul nuovo contratto entro Natale con l’invito della Cisl «a lavorare serratamente», e l’invocazione della Uil per una «non stop».

Claudia Voltattorni

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