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Le torri della Rai in Borsa per 400 milioni

Il decreto della presidenza del Consiglio è atteso a giorni in via Teulada a Roma. E’ un passaggio cruciale per la Rai perché sarà proprio quel provvedimento in gestazione in questi giorni al Mef a dare il via libera ufficiale alla quotazione in Borsa della controllata al 100% Rai Way. Ossia la strada scelta per la privatizzazione della società che gestisce le infrastrutture e gli impianti di trasmissione della televisione di Stato. Dal via libera del governo partirà la locomotiva dell’Ipo, attesa a metà novembre in Piazza Affari. Una macchina che funziona già a pieno ritmo. Ormai sembrano risolti tutti i nodi che rimanevano da sciogliere per quella che si profila come l’unica privatizzazione dell’autunno. Visto che per il listing di Poste nella nuova era di Francesco Caio è ormai scontato che bisognerà attendere l’anno prossimo.
Pronta è la squadra di coordinatori globali dell’offerta di Rai Way che include Credit Suisse e Banca Imi, indicati già nell’estate (advisor Leonardo & co), e che adesso vede schierata allo stesso livello anche Mediobanca. I tre istituti capofila saranno affiancati da Bnp Paribas e Citi, assistite dai legali di Clifford Chance. Il filing a Consob e la domanda di ammissione a quotazione a Borsa italiana sono in calendario entro metà ottobre. L’amministratore delegato di Rai, Luigi Gubitosi, vuole fare in fretta per cogliere la finestra di metà di novembre, considerata la migliore, che sarà preceduta da una massiccia campagna pubblicitaria. Già, perché Camillo Rossotto, direttore finanza della Rai e le banche hanno scelto di riservare una quota corposa dell’offerta (fino al 20%) ai risparmiatori. La ragione è che il futuro titolo Rai Way — secondo il mercato — avrà rendimenti stabili, tra il 6 e il 7%, equiparabili alle società di infrastrutture e promette una buona «dividend story».
Sul mercato andrà una quota tra il 40 e il 49%, attraverso un’offerta pubblica di vendita. In pratica la Rai potrebbe incassare tra 400 e 450 milioni se verranno confermate le valutazioni attuali di Rai Way tra 900 milioni e un miliardo. Pronto anche il contratto di servizio con la casa madre del valore di circa 170 milioni, rinnovato a luglio per sette anni (prolungabile). Un elemento chiave visto che per ora l’83% dei ricavi Rai Way vengono da Rai. La matricola avrà autonomia finanziaria con la nomina imminente di un direttore finanze. La società delle frequenze potrà reperire fondi anche all’esterno (100 milioni i debiti infragruppo). La sfida verrà dopo l’ipo con la conquista di nuovi clienti. Ed eventuali alleanze con concorrenti, facilitate dalla presenza di azioni quotate.

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