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Le tensioni politiche frenano la Borsa, Mediaset giù

MILANO — I venti di ripresa soffiano lontano da Piazza Affari. Ieri l’indice Ftse Mib ha perso l’1,35%, unico in rosso nel continente, per via delle tensioni politiche che minano la tenuta del governo in caso di decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. A salire è stato lo spread, che sui Bund tedeschi si è riportato a 249 punti base contro i 243 dell’avvio. Mediaset ha pagato più di altre blue chip le paure cedendo il 2,23% (anche se da inizio anno il titolo del Biscione resta a +97%). Male anche le banche, cariche di Btp ieri deprezzati: Banco popolare e Bper -3,73%, Mediobanca -3,69%, Unicredit -2,32% e Intesa -1,5%. Altrove in Europa gli indici hanno avuto rialzi frazionali soprattutto grazie ai dati Eurostat che ha certificato come, dopo sei trimestri filati con il segno meno, l’Europa torni a crescere ed esce, almeno tecnicamente, dalla recessione. Il ritorno al segno positivo del Pil nel secondo trimestre 2013 conferma le stime di metà agosto. Il Pil è salito dello 0,3% nell’Eurozona, dello 0,4% nell’Ue. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il dato resta negativo nell’Eurozona (-0,5%), e stabile nell’Ue a 27. L’Italia purtroppo registra un dato ancora negativo: -0,2% nel trimestre, tra i peggiori del continente insieme a Olanda, Slovenia e Cipro, e confermando le stime del 14 agosto dell’ufficio europeo di statistica.
Ma i numeri non hanno sconfortato il presidente del consiglio Enrico Letta, tornato a vedere rosa: «Tutti gli elementi ci dicono che alla fine dell’anno la situazione volterà in positivo, negli ultimi mesi vedremo il segno più — ha detto il premier alla tv Russia 24 — . L’Italia viene da una recessione dura e complessa, ha dovuto mettere i conti pubblici a posto. Oggi la situazione è sotto controllo, vedo il nostro futuro sicuramente in maniera più ottimista ». All’estero sono più severi: il World economic forum, che per il quinto anno ha attribuito alla Svizzera il primato della compe-titività, ha ribassato l’Italia di sette posizioni ponendola al 49°, distante dai partner europei, appena sopra il Kazakistan.
Anche il portavoce di Olli Rehn, commissario Ue agli affari economici invita alla calma: «La stima Eurostat è ulteriore segnale che l’economia europea ha raggiunto il momento di svolta. È una conferma di un graduale ritorno alla crescita. Tuttavia, la disoccupazione è drammatica».
Oltre Atlantico Wall Street ha ritoccato i massimi storici. E la banca centrale, nel suo beige book, ha rilevato tra luglio e agosto un’economia cresciuta a un ritmo «modesto o moderato» in tutti i distretti, occupazione «stabile o in lieve crescita», spese dei consumatori crescenti come anche «le attività manifatturiere e dell’edilizia».

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