Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Le tasse? Addio acconti e saldi. Arriva il Fisco in tempo reale»

ROMA Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate da sei mesi, e per la seconda volta (la prima nel 2017-18), ha di fatto aperto la partita della riforma fiscale tendendo la mano a lavoratori autonomi, professionisti e partite Iva, i contribuenti più colpiti dalla crisi. Lo ha fatto con una proposta di radicale semplificazione degli adempimenti Irpef e Iva, che segnerebbe il passaggio da un prelievo sugli incassi presunti a uno sugli incassi effettivi o, come dice lui, dal fisco per competenza a quello per cassa, eliminando tra l’altro a monte non solo il sistema del saldo e acconto ma anche la formazione dei crediti fiscali e la conseguente attesa dei contribuenti per i rimborsi. La proposta, che Ruffini preferisce definire «riflessione» è stata ben accolta dal governo e si suppone quindi che entrerà nell’annunciata riforma complessiva del fisco.

Direttore, come funzionerebbe il nuovo sistema?

«La mia riflessione mira a superare lo stress e l’ansia che circa 4 milioni di contribuenti tra autonomi, professionisti e partite Iva vivono ogni anno in relazione a un calendario di scadenze fiscali, spesso soggetto a cambiamenti».

In pratica?

«Per le persone fisiche titolari di partita Iva e per le società di persone si tratterebbe di passare a un sistema di cash flow tax, cioè di tassazione per cassa. Si introdurrebbe un sistema di liquidazione periodica mensile o trimestrale delle imposte sui redditi basato sugli incassi e le spese effettivi. Questo eliminerebbe l’attuale sistema degli acconti e dei saldi, che genera l’ansia di doversi procurare una provvista per pagare le imposte in anticipo rispetto a un anno che ancora non si sa come andrà e poi per il saldo, magari andando in credito con la conseguente attesa del rimborso».

Se governo e parlamento varassero domani questa riforma, quanto tempo ci vorrebbe all’Agenzia per renderla operativa?

«Pochi mesi. Magari si potrebbe andare per tappe. In una prima fase coinvolgendo solo le imprese minori in contabilità semplificata (fino a 400 mila euro di ricavi da servizi o 700 mila da beni) e i contribuenti in regime forfettario (partite Iva fino a 65 mila euro di ricavi), in tutto circa 3 milioni di soggetti. Poi, in una seconda fase, si potrebbero aggiungere autonomi, professionisti e società di persone in contabilità ordinaria, un altro milione circa. Quello che dovremmo fare noi per rendere operativa la riforma sarebbe l’implementazione del sistema informatico completando la fatturazione elettronica con l’evidenza telematica dell’incasso, che di regola avviene in un momento successivo, e delle spese effettive sostenute nel periodo di calcolo dell’imposta».

Riforma possibile in pochi mesi, partire dalle imprese in contabilità semplificata

Insomma, un fisco just in time, grazie alle informazioni trasmesse telematicamente all’Agenzia. Che a quel punto potrebbe anche prelevare il dovuto dal conto corrente del contribuente?

«È un’ipotesi che si potrebbe realizzare su base volontaria e salvo conguaglio. Altrimenti potrebbe essere lo stesso contribuente a disporre il versamento del dovuto ogni mese o ogni tre. Questa semplificazione porterebbe anche all’estensione della dichiarazione precompilata Irpef per questi contribuenti».

Semplificare certamente aiuta, ma i contribuenti, soprattutto il ceto medio, vogliono pagare meno tasse.

«Il governo ha tra gli obiettivi della riforma la riduzione del prelievo sul ceto medio. E anche il contrasto all’evasione, perché l’equazione “pagare meno, pagare tutti” è sempre valida».

Però su questo fronte non si vede la svolta. Il recupero dell’evasione è minimo rispetto al mancato gettito di circa 100 miliardi l’anno.

«Non bisogna guardare solo al recupero ma anche all’aumento dell’adempimento spontaneo che registriamo di anno in anno. Quanto alla semplificazione è importantissima. L’ultima delega per un codice unico fiscale è del 1969, quando sono nato. Ora ho qualche capello bianco e anche la normativa fiscale li ha: 700-800 leggi fiscali, che hanno subito più di 1.200 modifiche. Mi occupo di fisco da più di 25 anni, ma non mi azzarderei a dire che conosco tutto il sistema. È una giungla da rimettere in ordine».

 

Come va l’operazione contributi a fondo perduto per le imprese con fatturato fino a 5 milioni?

«Bene. Abbiamo emesso 1,4 milioni di pagamenti per un importo totale di oltre 4,2 miliardi rispettando una tempistica molto sfidante: circa 10 giorni dalla richiesta all’accredito».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

TORINO — La produzione della 500 elettrica ferma i contratti di solidarietà nel polo torinese, tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non deve essere imputata la società unipersonale. Non sulla base del decreto 231. In questo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora al palo la corsa agli aumenti di capitale agevolati dall’articolo 26 del Dl 34/2020...

Oggi sulla stampa