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Le svalutazioni «pesano» 10 anni

La participation exemption (Pex) fa i conti con Unico 2014. Per i soggetti Ires, il possesso di partecipazioni societarie può comportare in effetti la rilevazione dei seguenti proventi o oneri a conto economico: dividendi, svalutazioni o rivalutazioni, plusvalenze o minusvalenze da realizzo.
In base al regime della participation exemption, tali voci di conto economico possono essere oggetto di variazioni in aumento o diminuzione dell’imponibile, da indicare in una pluralità di righi del modello Unico-SC 2014 (come indicato nella tabella a fianco).
Infatti, questo regime comporta l’irrilevanza reddituale di tutti i dividendi distribuiti, la tendenziale esenzione delle plusvalenze realizzate in occasione della cessione delle partecipazioni che rispondono ai requisiti di legge, con simmetrica indeducibilità delle minusvalenze da realizzo e l’irrilevanza reddituale delle plus o minusvalutazioni.
Quando si riscontra la presenza di questi componenti nel conto economico, occorre dunque verificare se discendono da partecipazioni aventi i requisiti Pex, come indicate all’articolo 87, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir). E cioè: ininterrotto possesso della partecipazione dal primo giorno del dodicesimo mese precedente quello dell’avvenuta cessione; classificazione della partecipazione nella categoria delle immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso; residenza fiscale della società partecipata in uno Stato diverso da quelli a regime fiscale privilegiato; esercizio da parte della partecipata di un’impresa commerciale.
Qualora il regime Pex sia applicabile, si dovrà perciò compilare il quadro RF del modello Unico 2014 secondo le modalità previste, che di seguito si richiamano brevemente – per i soggetti non Ias – con riferimento alle principali fattispecie.
Peraltro, le stesse modalità devono essere seguite con riferimento ai corrispondenti righi del quadro FC in caso di tassazione per trasparenza del reddito da Cfc (le cosiddette controlled foreign companies) in base all’articolo 167 del Tuir, considerato che anche per tali società si applicano le regole in tema di partecipazioni previste dal Tuir, in primo luogo quella relativa alla detassazione del 95% dei dividendi non black list percepiti, come confermato dalla risoluzione n. 191/E dell’agenzia delle Entrate emanata il 27 luglio 2007.
Per quanto riguarda i componenti negativi rilevati a conto economico su partecipazioni aventi i requisiti Pex, sono integralmente indeducibili sia le svalutazioni, da indicare nel rigo RF19, colonna 2, sia le minusvalenze realizzate, accolte nel rigo RF20.
Per quanto attiene i componenti positivi, la quota esente delle plusvalenze derivanti dal realizzo di partecipazioni aventi i requisiti di cui all’articolo 87 del Tuir va indicata nel rigo RF46. L’esenzione è pari al 95 per cento, ridotta all’84 per cento per le plusvalenze realizzate fino a concorrenza delle svalutazioni dedotte ai fini fiscali fino all’esercizio 2003.
Su quest’ultimo aspetto il dubbio che si pone è di capire il limite temporale degli esercizi nei quali le svalutazioni su partecipazioni dedotte possono rilevare al fine di ridurre l’esenzione Pex. Si ritiene applicabile il limite di 10 anni fissato nell’articolo 2220 del Codice civile, per la conservazione delle scritture contabili, che tra l’altro corrisponde a quello previsto dall’articolo 128 del Tuir, per il riallineamento dei valori fiscali eventualmente da effettuarsi da parte delle società che esercitino l’opzione per il consolidato Ires.
Pertanto, per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, per le cessioni 2013 rileverebbero solo le svalutazioni 2003; dal 2014 la norma risulterebbe di fatto inapplicabile. Si deve ricordare che è esclusa la possibilità di rateizzare in base a quanto previsto dall’articolo 86, comma 4, del Tuir, la quota imponibile di plusvalenza derivante dalla cessione di partecipazioni aventi i requisiti indicati dall’articolo 87 del Tuir.

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