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Le Stp restano ai box

Sono 341 le società tra professionisti iscritte nel registro delle imprese. Di queste 125 sono costituite tra avvocati (e sono quelle che hanno riferimento al decreto legislativo n. 96/2001) e 216 in tutte le altre forme giuridiche previste dal nostro ordinamento giuridico (anche di capitali in base alla legge di Stabilità 183/2011 e relativo decreto ministeriale 34/2013). Le regioni in cui sono state costituite più società tra professionisti sono: la Lombardia, l’Emilia-Romagna e la Puglia. In Valle d’Aosta iscritta una sola Stp. E In Trentino-Alto Adige quattro. È questo è quanto emerge dal report aggiornato al 23 agosto 2014 ed elaborato da Infocamere per ItaliaOggi. A frenare la nascita di nuove Stp è certamente il non chiaro quadro normativo di riferimento, a cominciare dal trattamento fiscale relativamente agli introiti societari, più volte negli ultimi anni al centro di interpretazioni e interventi legislativi. Ricordiamo che per lo svolgimento in forma societaria di una o più attività professionali regolamentate la società tra professionisti (non costituita come società tra avvocati) deve iscriversi nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese. Questo l’iter: il registro delle imprese provvede all’iscrizione fra le società inattive dietro semplice presentazione da parte della Stp di una specifica domanda, formulata sulla consueta modulistica, previo accertamento della regolarità della stessa e dell’insussistenza delle previste incompatibilità.

Ad iscrizione formalizzata presso il registro delle imprese, la Stp potrà richiedere il certificato utile per la presentazione della domanda di iscrizione nella sezione speciale dell’albo tenuto presso l’ordine professionale di riferimento. Ottenuta questa iscrizione, il legale rappresentante della società provvederà ad adempiere all’obbligo, di cui all’art. 9, comma 4, del dm n. 34/2013, di annotazione della stessa nella sezione speciale del registro delle imprese (presentando mod. S1+ int. P + copia atto costitutivo). Le società tra professionisti in attesa di eventuali autorizzazioni per l’esercizio dell’attività o che non intendono avviare immediatamente l’attività non compilano i quadri dei moduli registro delle imprese relativi alla dichiarazione d’inizio attività (chiedendo quindi l’iscrizione come impresa «inattiva») ma comunicando successivamente l’inizio attività alla camera di commercio.

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