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Le spese sono dimezzate se la questione è semplice

È legittima la riduzione della liquidazione delle spese di oltre la metà quando la controversia non presenta questioni giuridiche di particolare rilievo: lo ha deciso la Corte d’appello di Napoli nella sentenza 2266/2018. Intervenuta sul ricorso di un legale per il recupero dei ratei relativi all’indennità di accompagnamento dovuti dall’Inps a un cliente, la sezione controversie di lavoro e di previdenza e assistenza del capoluogo campano ha ricordato come il compenso del professionista sia determinato con riferimento a parametri debitamente stabiliti e affermato che in tema di rifusione delle spese processuali sopportate dalla parte civile, l’abrogazione delle tariffe professionali ha svincolato il giudice dai limiti tariffari minimi e massimi, con ciò obbligandolo, per la determinazione del compenso, a far riferimento, con adeguata e specifica motivazione, ai parametri concernenti «l’impegno profuso nelle diverse fasi processuali, la natura, la complessità e la gravità del procedimento e delle contestazioni, il pregio dell’opera prestata, il numero e l’importanza delle questioni trattate, l’eventuale urgenza della prestazione, nonché i risultati e i vantaggi conseguiti dal cliente».A ciò deve aggiungersi, continua, che in caso di «scostamento apprezzabile dai parametri medi», il giudice è tenuto a specificare i criteri di retribuzione, fermo restando il limite della legge «il quale preclude di liquidare somme praticamente simboliche, non consone al decoro della professione».

Ora, nel caso di specie era emerso che il giudizio era stato definito «in assenza di particolari questioni e che la difesa del ricorrente non era stata onerata dalla trattazione di significative problematiche giuridiche, né di particolari indagini di fatto, ma di questioni di carattere meramente ripetitivo», il che rendeva la causa particolarmente semplice e consentiva di applicare una riduzione superiore a quella del 50%.

In altre parole la fase di studio si era limitata alla mera richiesta delle somme; quella istruttoria non aveva mostrato criticità e quella decisoria era risultata estremamente ridotta. Per questi motivi la Corte ha confermato la sentenza impugnata.

Adelaide Caravaglios

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