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E le società vanno a caccia di errori

Canone tv in bolletta, iniziano i controlli sulle prime liste di utenti inviate alla società elettriche da Acquirente unico, che dovranno pagare il balzello da luglio nella fattura dell’energia elettrica. Da un indagine condotta da ItaliaOggi è risultato che gli errori riscontrati, dalle società che erogano il servizio, si attestano intorno a una media dell’1,5% sul totale del campione preso in considerazione. La corsa contro il tempo delle società per riscontrare i dati è quella di arrivare ad emettere le fatture con il minor numero di errori possibili e cioè con il minor numero di addebiti in bolletta di canone non dovuto.

L’indagine condotta riguarda la prima tranche di dati che le società elettriche hanno ricevuto da Acquirente Unico e che quindi hanno potuto analizzare fino ad ora. Gli errori che hanno riscontrato, dall’analisi svolta sui dati (vedi tabella in pagina) riguardano la ricezione di soggetti che avevano presentato la dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo, di persone decedute (casi che non sarebbero dovuti arrivare alle società elettriche in quanto l’Agenzia delle entrate era in possesso della dichiarazione sostitutiva del canone Rai e di conseguenza non dovevano essere segnalati come soggetti a cui è addebitabile il canone in bolletta), di nomi sbagliati e di ex clienti.

Lo scambio di dati. La legge di stabilità 2016 (208/2015) ha stabilito che il canone tv deve essere addebitato, a partire da luglio 2016, nella bolletta elettrica. La legge di stabilità ha previsto, inoltre, che con un decreto attuativo si sarebbe dettato il calendario degli adempimenti dei soggetti coinvolti. Con il decreto interministeriale sul canone Rai, dunque, si sono messi in moto tre soggetti: l’Agenzia delle entrate, l’Acquirente Unico e le società elettriche. A seguito di ciò, i primi due soggetti hanno proceduto a un allineamento di dati e successivamente alla trasmissione delle informazioni alle società elettriche. L’allineamento ha visto l’Agenzia delle entrate e l’Acquirente unico incrociare i dati parziali in loro possesso, in modo da creare un quadro completo da inviare, successivamente, alle diverse compagnie elettriche. In buona sostanza se per esempio il signor Giovanni ha inviato, nei tempi utili, la dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo, l’Agenzia delle entrate non avrebbe dovuto passare quel nominativo ad Acquirente Unico. I tempi, che sono stati previsti affinché le società elettriche dovessero ricevere tutti i dati necessari, per poi procedere all’addebito del canone Rai in bolletta a partire da luglio 2016, sono state suddivise in tre step: il primo, doveva essere trasmesso, entro il 31 maggio 2016,il secondo entro metà giugno e l’ultimo entro il 4 luglio. Ora, le società elettriche hanno ricevuto, in tempo, la prima tranche di dati e hanno proceduto all’analisi. Da questa analisi è emerso che ci sono stati diversi tipi di errori e che le società elettriche sono in continuo contatto con l’Acquirente Unico per comunicare tutti i dati disallineati di cui sono in possesso. Per quanto riguarda, invece, la seconda tranche di dati (scadenza metà giugno) la situazione è diversa e i tempi si fanno ancora più incalzanti. Mentre alcune società, come Edison, sono entrate in possesso pochi giorni fa del materiale, altre come la Bluenergy non hanno potuto ancora iniziare i lavori visto che non hanno ricevuto i dati della seconda tranche.

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