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Le società rispondono dei debiti nel limite del patrimonio netto

Quali sono le responsabilità delle società risultanti da operazioni straordinarie rispetto alle passività non estinte delle società interessate? La materia – delicata e attuale per la frequenza della situazione – “incassa” anche una sentenza della Ctr Lazio (549 del 31 gennaio 2014) con una presa di posizione sfavorevole per le società.
Le scissioni
Nelle scissioni un primo profilo di responsabilità emerge nell’articolo 2506 quater ultimo comma del Codice civile in cui si afferma che per le passività trasferite ad altra società e non soddisfatte da quest’ultima è prevista responsabilità solidale da parte delle società risultanti dalla scissione e non assegnatarie di queste passività. Questa responsabilità coinvolge anche la scissa nella scissione parziale, poiché la norma cita anche il termine «patrimonio netto rimasto». La responsabilità trova sempre un limite nel patrimonio netto effettivo, e ciò assicura che in caso di scissione a favore di più beneficiarie preesistenti, non si possa intaccare il patrimonio originario di una delle due per effetto dell’azione di un creditore del l’altra beneficiaria non soddisfatto da quest’ultima.
Tra le passività non estinte dalla scissa vi possono essere anche debiti tributari, in relazione ai quali vi è un’altra norma, l’articolo 173 comma 13 del Tuir, che statuisce una responsabilità solidale illimitata che grava sulle società risultanti dalla scissione. La questione da risolvere è se la norma tributaria vada letta nell’ambito del profilo generale di responsabilità disposto dal Codice civile e, quindi, se anche per queste passività vige la regola del tetto massimo rappresentato dal patrimonio effettivo trasferito alla beneficiaria.
La sentenza
Su questo tema si registra la netta posizione assunta dalla Ctr Lazio che, nella pronuncia n. 549, ritiene che per le passività tributarie non sussisterebbe il limite di responsabilità pari al patrimonio netto effettivo trasferito. La posizione è alquanto discutibile poiché non risulta in alcun modo dal dato letterale dell’articolo 2506 quater che il perimetro di azione della norma sia limitato alle passività non tributarie e, in tutti i casi, l’entità del patrimonio netto si trova nella relazione degli amministratori o nel progetto di scissione.
Lo scenario che emerge dal l’operazione di scissione, quindi, è la sussistenza certa di responsabilità da parte delle società beneficiarie sulle passività non estinte della scissa e non trasferite a una beneficiaria bensì ad altre. Questa responsabilità è circoscritta nel limite del patrimonio netto effettivo trasferito, salvo valutare se tale limite sussista anche per le passività tributarie.
I conferimenti
Discorso diverso nel conferimento di azienda in cui la società conferitaria trova quale unica norma in materia di responsabilità sulle passività della conferente l’articolo 2560 del Codice civile che è applicabile anche se dedicato alla cessione d’azienda. In questa disposizione emerge che la conferitaria, nel trasferimento di azienda commerciale risponde dei debiti «suddetti» , cioè relativi al ramo di azienda trasferito, se essi risultano dai libri obbligatori. Da questa disposizione non sembrano emergere profili di responsabilità sulle passività non specificamente trasferite nell’ipotesi del “doppio conferimento”, dove, cioè la conferente trasferisce a due conferitarie due rami di azienda ciascuno con le proprie passività. In questo senso la conferitaria Alfa, in merito alle passività del ramo d’azienda trasferito alla conferitaria Beta, non viene chiamata ad alcuna responsabilità e ciò deve intendersi anche dal punto di vista tributario alla luce dell’articolo 14 del decreto legislativo n. 472/1997, tranne che l’operazione sia attuata in frode ai crediti tributari: situazione presunta quando ricorrono violazioni penalmente rilevanti commesse a partire dal sesto mese precedente il conferimento.

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