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Le «sette» Generali di Mario Greco

In poco più di un anno l’amministratore delegato delle Generali, Mario Greco, ha impresso una completa rivoluzione negli assetti della compagnia, sia a livello di portafoglio sia sul piano della governance. Ieri è stato annunciato l’ultimo passaggio-chiave, che dà ulteriore impulso al percorso, ossia la semplificazione dell’organizzazione territoriale del gruppo con la nascita di sette aree geografiche. Una decisione che evidenzia un’impostazione del tutto differente rispetto al recente passato, basti pensare che l’era Giovanni Perissinotto, sul piano della responsabilità territoriale, vedeva l’ex amministratore delegato gestire l’Italia (sette compagnie) e Sergio Balbinot tenere le redini di ben 56 Paesi. Ora, l’Italia è un’unica realtà, alla quale si affiancano, come business unit dei mercati principali, Francia e Germania. A ciò si aggiungono quattro strutture regionali, le neo costituite Emea e LatAm, e le preesistenti Cee ed Asia.
Il nuovo assetto, spiega la compagnia, è «finalizzato ad ottimizzare la presenza geografica del gruppo» e a promuovere «un maggior coordinamento tra i mercati e l’head office». Ciascuna regione, infatti, riporterà direttamente a Greco ma potrà contare su un responsabile diretto. La nuova regione Emea, costituita da dodici paesi (Austria, Belgio, Dubai, Grecia, Guernsey, Irlanda, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera, Tunisia e Turchia), dal primo novembre è affidata a Giovanni Liverani. A guidare la regione LatAm, composta da sei mercati (Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Guatemala e Panama), sarà invece a partire dal gennaio 2014 Jaime Anchustegui. Alle sette regioni va poi sommata la business unit internazionale a cui sono affidate le Global business lines (Corporate & Commercial, Europ Assistance e Geb).
Con la nomina di due manager interni, Liverani e Anchustegui alla guida di due importanti aree, viene dunque compiuto un ulteriore passo avanti nella strategia di razionalizzazione e focalizzazione del gruppo avviata dall’amministratore delegato. Il primo passo è stato mettere ordine nel paese chiave, ossia l’Italia. Area dove Generali è leader con una raccolta che nel 2012 ha superato i 20 miliardi di euro e dove la compagnia sta realizzando una riorganizzazione che, oltre ad aver sancito la nascita di Generali Italia, porterà i marchi da dieci a tre. L’operazione, come è noto, è stata affidata a Philippe Donnet che, giusto ieri, è entrato a far parte come consigliere non esecutivo del board di Banca Generali.
Quanto agli altri due mercati cruciali per il Leone, Germania e Francia, nel primo paese Generali è il numero due e la società è affidata dal 2007 a Dietmar Meister. In Francia lo scorso anno la raccolta è stata di oltre 13 miliardi e a partire dal 28 ottobre le operazioni saranno guidate da Eric Lombard, che sostituirà Claude Tendil. La regione Emea, con i suoi 12 Paesi, ha fatto segnare una raccolta complessiva nel 2012 di oltre 9 miliardi e Giovanni Liverani ne assumerà le redini dopo avere «sviluppato – spiega la compagnia – un’ampia competenza manageriale internazionale all’interno del gruppo nei mercati di primaria importanza».
All’appelo, mancano dunque, il Centro-Est Europa (Cee), l’America Latina e l’Asia. Il primo nel 2012 ha registrato una raccolta di circa 4 miliardi nei 10 paesi che compongono l’area ed è affidata a Luciano Cirinà, ceo di Gph dallo scorso marzo. Quanto all’area LatAm, qui la raccolta premi è di oltre 1,3 miliardi e il nuovo responsabile Anchustegui, dal 2008 ceo di Generali Espana, vanta un’ampia esperienza in Sud America. Infine, in Asia il gruppo è presente in otto mercati – Cina, Indonesia, India, Hong Kong, Vietnam, Thailandia, Filippine e Giappone – con una raccolta premi di circa 1 miliardo. Qui la gestione è nelle mani di Sergio Di Caro.

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