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Le sentenze esecutive garantite

Per l’esecutività delle sentenze tributarie soltanto garanzie doc. Saranno infatti ammesse solo garanzie costituite da titoli di stato, fideiussioni bancarie o assicurative. L’oggetto delle stesse deve essere costituito dall’integrale restituzione delle somme pagate, comprensive degli interessi, dal contribuente vittorioso in uno dei gradi intermedi del giudizio tributario. Per quanto attiene invece alla durata delle garanzie stesse questa deve essere stabilita fino al nono mese successivo a quella del passaggio in giudicato della sentenza o dall’estinzione del processo.

Sono questi, in estrema sintesi, i principali requisiti stabiliti dal decreto del ministro dell’economia e delle finanze n. 22 del 6 febbraio 2017 (pubblicato in G.U. n. 60 di ieri) delle garanzie per l’esecuzione delle sentenze di condanna a favore del contribuente in attuazione del comma 2 dell’articolo 69 del dlgs n. 546/1992 che entrerà in vigore il 28 marzo prossimo.

Il provvedimento in questione va ad arginare, almeno in parte, il vuoto normativo che si era creato a seguito delle modifiche alla disciplina introdotte dall’articolo 9, comma 1, lettera gg) del dlgs n. 156 del 2015.

Per effetto di tale disposizione infatti l’esecutività immediata delle sentenze favorevoli al contribuente era carente di uno dei requisiti di base ovvero quello relativo alla possibilità per il giudice di subordinare il pagamento delle somme a favore del contribuente alla prestazione di apposita garanzia.

Il decreto emanato lascia aperto lo spazio a un ulteriore tassello normativo: la redazione dell’apposito modello di garanzia attraverso un apposito decreto del direttore generale delle finanze.

Ciò premesso vediamo, in sintesi, i principali contenuti della garanzia alla quale i giudici tributari potranno subordinare il pagamento di somme superiori a 10 mila euro, in esecuzione delle sentenze di condanna in favore del contribuente ai sensi dell’articolo 69 del dlgs n. 546/1992.

Tipologie di garanzie ammesse. Oltre a quelle già accennate – titoli di stato, fideiussioni bancarie e assicurative – il decreto in commento prevede anche, per le piccole e medie imprese, la possibilità di rilasciare le garanzie suddette tramite i consorzi fidi e le cooperative di garanzia collettiva fidi di cui alla legge n. 317/1991. Per i gruppi di imprese con patrimonio consolidato superiore a 250 milioni, la garanzia in oggetto potrà inoltre essere rilasciata direttamente dalla capogruppo o dalla controllante così come definite nell’articolo 2359 del codice civile.

Contenuto e oggetto. La garanzia, recita il decreto, deve avere a oggetto l’integrale restituzione della somma pagata al contribuente, comprensiva di interessi mentre se è stata rilasciata a seguito, per esempio, di provvedimenti di sospensione, l’obbligazione di versamento integrale della somma dovuta, sempre comprensiva di interessi.

Durata ed escussione della garanzia. Per quanto attiene invece alla durata della garanzia l’articolo 2 del decreto del ministro dell’economia e delle finanze stabilisce che la stessa deve essere prestata fino al termine del nono mese successivo a quello del passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio, ovvero fino al termine del nono mese successivo a quello dell’estinzione del processo. Viene inoltre stabilito, in conformità al disposto di cui al primo comma dell’articolo 69 del dlgs 546/1992 che la garanzia prestata cessa nel caso in cui il giudice del grado successivo di giudizio, ritenga di non subordinare la condanna al pagamento di somme in favore del contribuente alla prestazione di alcuna garanzia.

Per quanto attiene invece alla escussione della garanzia l’articolo 3 del decreto in commento stabilisce che Il termine di tre mesi previsto dall’articolo 69 citato, per la restituzione da parte del contribuente delle somme garantite decorre dal passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio ovvero dall’estinzione del processo.

Andrea Bongi

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