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Le sconfitte del Pd da Genova a L’Aquila. Sui ballottaggi l’onda del centrodestra

Per il centrosinistra è una débâcle , una sconfitta forse prevista, ma non in queste dimensioni. Cedono roccaforti del consenso del Partito democratico come Genova e Pistoia, La Spezia e Carrara. La coalizione formata da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni vince nella maggior parte dei capoluoghi finiti al ballottaggio.

«Vinciamo a Verona, a Genova, a Catanzaro…». Renato Brunetta a pochi minuti dai primi exit poll, quando non ci sono ancora proiezioni, parla di quella che «appare una tranquilla e straordinaria vittoria del centrodestra». Gongola, come gongolano nel resto di Forza Italia: i soli dati della Liguria sono eloquenti.

Indubbiamente è Genova il dato che si impone. Ma anche Pistoia segna il ritorno della coalizione del centrodestra. Oltre a La Spezia. In Emilia-Romagna al Partito democratico riesce un capolavoro al contrario: riesce a perdere 6 Comuni su 6, fra cui Parma (dove si riconferma Federico Pizzarotti) e Piacenza.

Roccaforte del centrosinistra, dove il Pd non aveva mai perso, il capoluogo ligure è teatro del più grande colpo di scena: secondo il modello di un ritorno alla coalizione fra Lega e Forza Italia, il nuovo sindaco di Genova, Marco Bucci batte Gianni Crivello. Per il partito di Matteo Salvini si tratta di una vittoria «epocale», mentre nello stesso Pd ammettono la sconfitta: «Abbiamo perso», è l’analisi univoca, con le tre consolazioni di Lecce, Padova e Taranto. E un’altra clamorosa vittoria della coalizione di centrodestra arriva da Pistoia, anche in questo caso roccaforte del consenso targato partito democratico, e invece oggi convergente con la dinamica che si verifica negli altri capoluoghi: alla fine il candidato Alessandro Tomasi sconfigge Samuele Bertinelli.

In Forza Italia, come nella Lega, quando i dati sono sufficienti per azzardare analisi politiche nazionali, rimarcano «un’unica certezza, la sconfitta di Matteo Renzi e del suo partito, una dinamica che da domani di fatto avrà come conseguenza quella di riaprire il congresso del Partito democratico». La stessa cosa fanno i grillini, eppure il Movimento Cinque Stelle nell’unico capoluogo dov’è arrivato al ballottaggio, ad Asti, cede il passo al centrodestra. La spuntano invece in altri 8 Comuni, compresa Carrara.

Anche dal capoluogo abruzzese arriva una sorpresa. Fra le due coalizioni, a l’Aquila, Pierluigi Biondi sconfigge il centrosinistra e il suo candidato a sindaco, Americo Di Benedetto. Un risultato in qualche modo clamoroso.

Mentre a Parma, Federico Pizzarotti, escluso dal Movimento Cinque Stelle, e che ha corso in completa autonomia, rispetta il pronostico. Un dato che può avere non poche conseguenze proprio sul movimento di Grillo, visto che sancisce una storia di indipendenza politica, ancorché nata con il marchio pentastellato.

Il centrodestra si impone da Verona a Como, da Catanzaro a Monza, da Alessandria a Piacenza. Governava in soli 6, passa a 15, mentre il Pd scende da 14 a 4. Anche a Verona vince la coalizione che fa riferimento a Berlusconi e Salvini, Federico Sboarina si impone su Patrizia Bisinella, compagna del sindaco uscente Flavio Tosi.

A Trapani il candidato del centrosinistra Pietro Savona (senza avversario dopo il ritiro di Girolamo Fazio) non riesce ad ottenere l’affluenza del 50,1%. Si va verso il commissariamento.

Complice il grande caldo, l’affluenza nazionale si ferma al 46,3%. Un tonfo di quasi dieci punti rispetto al primo turno quando erano andati a votare il 60,07% degli aventi diritto. L’hashtag scelto dal centrodestra è #andiamoagovernare . Lo firma Salvini, giocando con la canzone di Rovazzi. Lo adottano in tanti, anche in Forza Italia. La sintesi di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia: «Italiani 1, Renzi 0, Grillo non classificato».

Marco Galluzzo

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