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Le richieste Consob a Torino sulla liquidità «Routine, niente illazioni»

La giornata che costa al Lingotto un crollo del 4% comincia con un’indiscrezione del Messaggero. Sintesi: «La Consob accende un faro sulla liquidità della Fiat». L’oggetto dell’attenzione sarebbe in sé già sufficiente a creare tensioni sul titolo. Si va oltre quando, nemmeno troppo tra le righe, si lascia intendere che questo particolare capitolo non sia una ricognizione qualsiasi, uno dei tanti rivoli del filone che, partito un anno fa con i chiarimenti chiesti su Fabbrica Italia, ha portato alle 19 lettere citate da Sergio Marchionne nel suo ultimo scontro con la Commissione guidata da Giuseppe Vegas. L’ambito è certamente quello. Ma, per il modo in cui ieri si sviluppa il tutto, non appare esattamente così. Appare come un’indagine con una domanda (e dunque un dubbio) precisa e pesante: accertare la copertura dei 22,7 miliardi di liquidità dichiarati dal gruppo.
La materia è evidentemente delicatissima. Chi potrebbe mettere un punto fermo, mentre in Borsa le Fiat aprono poco peggio dell’auto europea (-2%) e però via via sprofondano (-4,16%), è la stessa Commissione. Da dove invece arriva un no comment. Ribadito per l’intera giornata e interpretato dal mercato come una conferma. Con il titolo che va sempre più giù.
È il Lingotto, a quel punto, a reagire. Questa volta non va all’attacco frontale di Vegas. Parte dall’articolo di stampa, pubblicato anche sul Mattino, e dall’«indagine» (le virgolette sono della nota originale) «rappresentata in modo tale da insinuare dubbi sulla correttezza dell’informazione societaria resa da Fiat».
Ora. Poche cose fanno infuriare Marchionne come allusioni su questo argomento. E quell’elevato cash l’aveva già spiegato più volte: «È la nostra polizza contro il credit crunch», insorse anche nella lunga intervista al Corriere qualche mese fa, «si tratta di disponibilità liquidabili in tempi brevissimi e investite con controparti solide».
La durissima reazione di ieri non è che una replica. Il Lingotto, fresco di nuova denuncia della «burocraticità» Consob, non nega i carteggi: «Fiat, come le altre società quotate, riceve abitualmente richieste di informazioni su varie materie (inclusa la liquidità) a cui risponde regolarmente, ma non è al corrente di alcuna “indagine” nei termini riferiti». Lo è la Commissione? Può dirlo solo la Commissione. Di sicuro «qualsiasi insinuazione circa il fatto che Fiat non disporrebbe della liquidità dichiarata è falsa e come tale sarà trattata». È solo un antipasto.

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