Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Le prossime sfide: Francia, Usa e Brexit

Dopo l’entusiasmo diffuso per lo scampato pericolo Le Pen, sul mercato si comincia a riflettere sulle sfide che attendono il nuovo presidente francese Macro. «Il quesito è se riuscirà a conquistare la maggioranza alle prossime elezioni parlamentari di giugno o se dovrà formare un governo di coalizione con alleati di destra e sinistra», Philippe Ithurbide, global head of research, strategy and analysis di Amundi Sgr. «Nonostante ciò, i rischi estremi che minacciavano in particolare l’Europa sono scomparsi e si impone un ritorno ai fondamentali». Oltreoceano nel frattempo Trump, nonostante le dichiarazioni altisonanti, continua a dimostrare una capacità piuttosto limitata di portare avanti le sue riforme. «Dopo l’insuccesso iniziale nell’abrogazione dell’Obamacare, ora si attende l’approvazione da parte del Congresso della riforma fiscale e non sarà facile perché, anche se si tratta di una riforma autofinanziata non è autofinanziata nel senso economico del termine», sottolinea l’esperto.

Secondo i riferimenti del Congresso, una misura espansiva deve trovare un finanziamento concomitante non un finanziamento successivo. Inoltre le misure principali favoriscono le imprese e i redditi dei benestanti, una scelta che non incontra il favore di molti congressisti, che hanno già espresso il loro dissenso.

Ad accrescere l’incertezza sui mercati c’è anche il divorzio del Regno Unito dall’Unione europea, che secondo molti analisti sarà un esercizio difficile. «Gli ormai 27 membri dell’Unione hanno adottato all’unanimità i principi chiave delle prossime trattative con il Regno Unito riguardo alla Brexit», sottolinea Ithurbide.

«Dimostrando una compattezza sorprendente, hanno escluso negoziati commerciali fino a quando non saranno risolte tutte le questioni del divorzio». Il problema dei rapporti futuri potrà, infatti, essere affrontato solo se saranno realizzati progressi sufficienti sull’accordo relativo all’uscita e non vi saranno privilegi: «Il Paese non potrà avere gli stessi diritti e benefici di uno Stato membro», ricorda l’esperto di Amundi Sgr. Che per questa ragione mantiene invariata l’asset allocation, con una preferenza sulle azioni europee «in considerazione del fatto che la situazione economica è migliorata così come le prospettive degli utili».

Guardando all’altro lato dell’Atlantico, chiarisce: «Preferiamo attendere livelli migliori per ritornare sul mercato dei Treasury Usa, in considerazione del fatto che la Fed continua ad alzare i tassi e il livello dei tassi lunghi si trova attualmente nella fascia bassa del suo range». Infine Amundi Sgr resta molto prudente nei confronti della sterlina». Riteniamo infatti che la Brexit rappresenti un rischio asimmetrico e l’espressione più naturale del rischio sarà proprio la sterlina», conclude l’esperto.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa