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Le procure identiche non invalidano i test

Nelle prove scritte degli esami di abilitazione alla professione di avvocato la presenza di una procura alle liti, risultata identica a quella contenuta nell’elaborato di un altro candidato, non può portare all’annullamento della prova.Lo ha sancito il Tar Campania – Salerno, Sez. VIII con la sentenza del 9 aprile 2018 n. 2278

Nel caso in esame una partecipante all’esame di stato per l’abilitazione a seguito della correzione degli elaborati, avvenuta ad opera della competente Sottocommissione presso la Corte d’appello di Roma, era risultata non ammessa a sostenere le prove orali, per annullamento della prova scritta.

A seguito dell’accesso agli atti, era venuta a conoscenza della circostanza che, nonostante avesse ricevuto una valutazione di idoneità e sufficienza delle prove scritte, raggiungendo il punteggio di 90, la Commissione esaminatrice aveva ritenuto di annullare l’elaborato relativo alla III prova, atto giudiziario, « in quanto la procura alle liti posta in calce all’elaborato 2840 è identica a quella redatta da altro candidato con numero busta 2836 ».

Aveva così proposto ricorso lamentando come la redazione della procura alle liti costituisca una esposizione di formule di stile standard e dal contenuto quasi fisso e «sacramentale», che sono imparate a memoria da ogni addetto ai lavori del settore legale. Nessun contributo soggettivo del candidato, liberamente valutabile, sarebbe cristallizzato all’interno della formula concernente la procura alle liti, trattandosi di una costante di identico contenuto e forma all’interno di ogni elaborato relativo ad un atto giudiziario della medesima specie.

Il Tar accoglie il ricorso.

Infatti, confermando quando sostenuto dalla ricorrente, l’identità della procura alle liti con quella di altro candidato non appare idonea a dimostrare la copiatura del tema e, quindi, a giustificare la non ammissione alle prove orali, tenuto conto che consiste in una esposizione di formule di stile standard.

Non vi sarebbe in tali formule alcun contributo soggettivo del candidato valutabile quale elemento rilevatore del grado di maturità e di preparazione richiesto, anche a garanzia della regolarità dell’esame e nell’interesse della par condicio degli altri partecipanti.

Francesca De Nardi

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