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Le procure di Milano e Torino a confronto sul caso UnipolSai

Primo vertice tra la Procura di Milano e quella di Torino per fare il punto sulla delicata vicenda UnipolSai. Un summit interlocutorio ma certamente chiave per provare a gettare la basi di una futura collaborazione che eviti potenziali sovrapposizioni.
Così nella prima mattinata di ieri i pm di Torino, Vittorio Nessi e Marco Gianoglio hanno incontrato il pm Luigi Orsi negli uffici della procura milanese. Come è noto, recentemente è emerso che entrambe le procure hanno aperto un’indagine per aggiotaggio che ha messo nel mirino i valori economici della maxi aggregazione a quattro da cui è nata UnipolSai. Le indagini, in particolare, hanno portato ad accendere un faro su quella che era la situazione finanziaria di Unipol Assicurazioni nel momento in cui vennero fissati i concambi. In virtù di questo, l’amministratore delegato di UnipolSai, Carlo Cimbri, risulterebbe indagato per lo stesso reato sia a Milano che a Torino.
Le due inchieste, di fatto, starebbero procedendo parallelamente ma in alcuni casi con presupposti assai differenti. È emerso per esempio che diverse figure chiave delle indagini vantino uno status differente a seconda della procura che indaga. Fulvio Gismondi, per citarne uno, ex attuario di Fondiaria Sai e teste chiave nel filone seguito da Orsi che chiama in causa gli ex vertici Isvap, risulta indagato a Torino per concorso in falso in bilancio aggravato. Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, è stato sentito dai magistrati di Torino come persona informata dei fatti mentre quelli di Milano lo hanno iscritto nel registro degli indagati per la vicenda del cosiddetto ‘papello’, ossia il foglio bianco che riportava scritti a mano i desiderata della famiglia Ligresti come “buonuscita”.
Da ultimo, come detto è emerso il caso Cimbri, con la duplice indagine scattata da entrambe le procure. Proprio in virtù di questo si è reso necessario un faccia a faccia chiarificatore. Allo stato attuale sul tavolo non vi sarebbe alcuna ipotesi di potenziale conflitto di competenze. Piuttosto, il vertice di ieri rappresenterebbe una scelta naturale per favorire, in futuro, un maggior coordinamento tra le due indagini. Con l’obiettivo di scongiurare qualsiasi possibile sovrapposizione. Come detto, però, il summit di ieri è stato per lo più interlocutorio e funzionale a organizzare una sorta di programma di lavoro.

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