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Le Poste entrano nella telefonia fissa con internet e voce

di Daniele Lepido

L'ennesima metamorfosi di Poste Italiane passa per la cornetta telefonica. Dopo il consolidamento nei servizi finanziari e l'esordio, datato 2007, come gestore mobile – tecnicamente un operatore "virtuale" – oggi il gruppo guidato da Massimo Sarmi sta studiando la quadratura del cerchio nel settore delle telecomunicazioni.
Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, Poste ha pronto lo sbarco nella telefonia fissa, con un'offerta voce e internet Adsl per aziende e famiglie. Un passo potenzialmente rischioso se si pensa che i margini del fisso sono in costante discesa in tutto il mondo, ma che potrebbe avere una ratio industriale se la nuova opzione verrà inserita in quell'ecosistema di servizi che l'azienda, pur con le sue criticità, sta cercando di offrire ai clienti. A dimostrazione di quella che è molto più di una semplice intenzione c'è un bando pubblico, già concluso, aperto agli operatori e finalizzato alla ricerca di un partner tecnologico per la fornitura «di servizi di fonia tradizionale fissa, Voip e trasmissione dati». E già perché le Poste avranno comunque bisogno di appoggiarsi a un player, dal quale ottenere la connettività di base, anche se sul fronte dei nodi telematici e dei data center il gruppo si dichiara pronto. Saranno utilizzate, infatti, per il progetto della fonia fissa le infrastrutture hi-tech che collegano i 14mila uffici postali sparsi per il Paese.
Il bando, come si apprende dalla lettura, è molto ricco con un valore base, per i due lotti principali, di 129 milioni di euro più altri 79mila euro per «oneri di sicurezza non soggetti a ribassi». Con l'Iva fanno quasi 160 milioni di euro, sempre come base di gara. Il lotto più importante è il primo, che comprende la rete di backbone e quindi la fornitura di delivery, attivazione e gestione di una rete geografica a larga banda, insieme con la rete di accesso, raccolta e accesso a internet. Il lotto due riguarda invece più il raccordo con la rete mobile.
L'altro grande mercato di sbocco è quello del cloud computing, la famosa "nuvola" online nella quale le aziende stanno facendo migrare prodotti e servizi, per risparmiare (ed efficientare) le piattaforme tecnologiche. La stessa logica cloud che si potrà declinare su tre livelli. Il primo sarà lo storage, quindi la "memoria" dei dati, il secondo è costituito dalla piattaforma tecnologica vera e propria, che comprende per esempio tutto l'ecommerce e i pagamenti. E per finire le applicazioni software, con prodotti ad hoc per aziende e professionisti. In realtà si tratta di un lavoro che Poste già svolge con alcuni partner scelti della pubblica amministrazione. È del gruppo guidato da Sarmi, infatti, l'infrastruttura digitale del dipartimento terreste dei trasporti, così come anche la gestione elettronica dei permessi di soggiorno dei cittadini immigrati, insieme con tutta la struttura del ministero degli Interni.
Per le famiglie invece ci saranno le classiche formule a pacchetto, che potranno essere vendute dagli stessi portalettere, a domicilio, come in parte già avviene con Poste Mobile, una volta prenotata la sim. Dal punto di vista commerciale, invece, il duello con gli altri operatori sarà durissimo, anche se i prezzi sono ancora top-secret, come il realtà tutta l'operazione telefonia fissa. Da quanto si apprende, tra i pacchetti disponibili si partirà da una velocità non garantita fino a 20 megabit per poi salire con offerte "potenziate" per le piccole e medie imprese.
Dal punto di vista finanziario i numeri più recenti delle Poste sono quelli dell'anno scorso. Il gruppo ha chiuso il 2010 con un bilancio consolidato che ha visto i ricavi salire a 21,8 miliardi (+8,7% sull'anno precedente) e un risultato operativo di 1,87 miliardi (+16,9%). Ma soprattutto il raggiungimento del pareggio per Poste Mobile, che sempre nel 2010 ha registrato un risultato operativo positivo di circa nove milioni e mezzo di euro, con un incremento del 218% sul 2009, quando la perdita operativa era stata di 8 milioni. Poste Mobile è infatti uno dei pochi operatori mobili virtuali sopravvissuti alla selezione naturale del mercato italiano: le sim attive sono circa 2 milioni e il punto di forza del gestore-Poste è sempre stato puntare sui servizi bancari/finanziari, compresi quelli di pagamento come i bollettini da saldare via telefonino.
Probabilmente la sfida della telefonia fissa, e soprattutto dell'Adsl, sarà più complicata e la sua riuscita dipenderà anche dalla solidità del partner tecnologico vincitore del bando. Un nome che, in questo momento, pur a gara chiusa, deve ancora essere selezionato.

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