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Le Poste a Cdp e poi in Borsa, il Tesoro esce. E per Metroweb la Cassa sceglie l’Enel

La Cassa depositi e prestiti ha scelto Enel Open Fiber come partner per Metroweb. Il consiglio della Cassa ha concesso ieri l’esclusiva all’Enel2 sulla base di una proposta vincolante che ha valutato la società della rete — di cui verrà ceduta una quota di maggioranza — 814 milioni di euro. Lo stesso valore indicato da Telecom nella sua proposta, che in un primo momento era risultata superiore. Il gruppo guidato da Francesco Starace ha però ritoccato la propria offerta riuscendo a convincere la Cdp. E ora sulla banda ultralarga Telecom dovrà vedersela con un nuovo agguerrito concorrente. La prima sfida è già partita, a Perugia dove Telecom ha lanciato, prima in Italia, un piano per fornire connettività fino a 1 Giga (già attivati mille collegamenti ultraveloci) a cui Enel Open Fiber ha risposto con l’annuncio che cablerà 80 mila immobili entro il 2017 con la fibra. I primi due stabili sono stati già allacciati usando la rete Wind mentre Vodafone ha annunciato di aver attivato i primi clienti a 1 giga di velocità nella città umbra. Le due società sono partner commerciali di Metroweb.

La decisione della Cdp è tuttavia solo uno dei passaggi necessari a chiudere l’operazione con l’Enel. Si dovrà pronunciare innanzitutto il consiglio di F2i, che di Metroweb ha la maggioranza. La riunione non è stata ancora convocata: se ne è tenuta una martedì in cui sarebbe stato informato il consiglio sul dossier, ma senza deliberare. F2i potrebbe scegliere di fare cassa e quindi di vendere la propria quota, ma avrà la possibilità di reinvestire parte dell’incasso e quindi partecipare con Enel e Cdp al piano per la banda larga di Metroweb. Cdp infatti avrà il co-controllo di Metroweb insieme a Starace. E resterà a bordo anche Fastweb, che ha l’11% di Metroweb Milano e un diritto di veto sul cambio di controllo, che non eserciterà.

Oltre a deliberare su Metroweb, il consiglio di Cdp ieri ha anche approvato un piano di sostegno da 4,5 miliardi di euro a famiglie e piccole e medie imprese, di cui 2 miliardi per l’acquisto di abitazioni. E ha deciso inoltre di convocare l’assemblea straordinaria per deliberare un aumento di capitale da 2,9 miliardi di euro riservato al ministero Tesoro, funzionale al conferimento di una quota di Poste alla Cassa.

L’operazione di cui si parla da diverse settimane si dovrebbe concretizzare a breve. Secondo lo schema comunicato dal Tesoro, alla Cdp verrà trasferito il 35% del capitale della società guidata da Francesco Caio, accelerando così il percorso di uscita di Via Xx Settembre dal capitale. Uscita che verrà completata con la cessione in Borsa di una seconda tranche, pari al restante 29,7% del capitale di Poste in mano pubblica. Le modalità del collocamento dovrebbero essere decise dal prossimo Consiglio dei ministri.

Per effetto del conferimento la quota del Tesoro nella Cdp passerà dall’attuale 80,1 all’85%, lasciando il 15% del capitale in mano alle Fondazioni in modo da poter tenere la Cassa fuori dal perimetro della pubblica amministrazione. L’acquisizione da parte di Cdp di una quota significativa di Poste viene considerata strategica visto che la società colloca per Cassa le sue emissioni di risparmio: i libretti di risparmio e i buoni fruttiferi postali. Il passaggio della partecipazione non dovrebbe comunque cambiare la governance delle Poste.

Ieri la Cassa ha anche riunito l’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio, chiuso con 892 milioni di euro di utile netto. Ai soci verrà liquidato un dividendo complessivo di circa 850 milioni di euro.

Federico De Rosa

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