Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Le «piccole» corrono davanti alla crisi

di Marco Sabella

I numeri parlano chiaro. Piccolo è bello. Soprattutto quando piccolo, nel mondo delle imprese, è un concetto associato all'idea di un elevato potenziale di crescita di utili e ricavi. Ne sono convinti gli specialisti di Financière de L'Echiquier, una boutique finanziaria transalpina, specializzata nell'investimento in società europee a piccola e media capitalizzazione e ad alto potenziale di crescita e di performance di mercato.
Esempi
Vale a dire in aziende come le italiane De' Longhi (salita in Piazza Affari del 59% negli ultimi 12 mesi), oppure Sorin e Piaggio (performance negativa a un anno, ma buone prospettive di sviluppo). Ma anche in imprese come l'elvetica Bucher, attiva nel segmento dei macchinari per l'agricoltura, il gioiellino tedesco delle apparecchiature mediche Sartorius (+62,03% in 12 mesi), o la società alimentare specializzata nel trattamento del pesce Nutreco, olandese e quotata ad Amsterdam. I singoli esempi di società eccellenti potrebbero continuare (in tabella una selezione delle mid cap europee ad alto potenziale elaborata per CorrierEconomia dagli specialisti di Financière de L'Echiquier), ma non bisogna tralasciare di considerare le small-mid cap anche in aggregato, vale a dire come classe di investimento dotata di dinamiche in parte autonome da quelle del resto del mercato azionario.
«Da questo punto di vista possiamo notare che dall'inizio della crisi ad oggi, ovvero dal settembre del 2008, quando fallì la banca americana Lehman Brothers, le piccole e medie società europee hanno battuto in borsa le blue chip. Infatti l'indice Eurostoxx small cap è salito da allora del 7,9% mentre l'Eurostoxx 50 delle blue chip è giù del 14%», commenta Pierre Puybasset, uno degli specialisti del team di gestione di Financière de L'Echiquier. Una tendenza che non sembra arrestarsi visto che da gennaio a oggi l'indice delle piccole è salito del 14,9% contro il +12,6% delle grandi capitalizzazioni. «A questo punto è possibile che il 2012 abbia una fisionomia analoga a quella del 2009, quando le società minori superarono del 22% la performance, ampiamente positiva, delle grandi», aggiunge.
I motivi strutturali della sovraperformance delle piccole e medie società, quando l'orizzonte dell'economia tende a rasserenarsi, derivano dal fatto che «le piccole hanno una maggiore capacità di adattamento all'ambiente circostante e sono spesso in grado di acquisire più facilmente una posizione di leadership all'interno della loro nicchia», sostiene Puybasset. Questo significa che le small mid cap presentano una crescita di utili e ricavi superiore alla media e una maggiore prevedibilità dei risultati economici in condizioni di mercato avverse.
Ma quali sono i settori e i titoli sui cui puntano gli specialisti di Financière de L'Echiquier per il prossimi 12-18 mesi? Secondo una recente ricerca della casa le migliori opportunità si presentano nel segmento dell'aeronautica, «soprattutto per le società che forniscono componentistica a grandi gruppi come Boeing e Airbus, il cui portafoglio ordini è molto ricco per i mesi a venire. Tra le società del comparto Mtu Euro Engines, società tedesca che realizza motori ad alta prestazione e molto attiva nel segmento della manutenzione.
Intermedi
Quindi le società che producono beni intermedi, di produzione, in settori come l'agricoltura intensiva, dove c'è una forte spinta a incrementare la produttività a livello mondiale. E ancora i media, con società come la norvegese Schibsted, leader del settore editoriale nel Nord Europa e forte sul canale Internet. C'è poi il comparto ad alta crescita delle apparecchiature mediche, favorito da una domanda crescente di macchinari per la diagnostica di alta precisione. Tra le società più interessanti del settore l'italiana Sorin e la tedesca Sartorius, entrambe con performance a 12 mesi a doppia cifra. Tra le italiane di qualità, infine, Piaggio e De' Longhi, la prima perché «è diventata un leader mondiale nel settore delle due ruote», e la seconda per la posizione di leadership, a livello globale, nella produzione di macchine per il caffè espresso.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa