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Le pagelle Mediobanca dopo i test Bce agli istituti bocciata Rbs, Mps sul filo

Promossi, nel complesso. Anzi, promossi a pieni voti come settore, con un giudizio di “outperform” (sovraperformare) rispetto al “neutral” del maggio scorso. Le pagelle per gli stress test e l’Aqr (la revisione degli attivi delle banche) che la Bce renderà note e breve (anche se forse un pochino più tardi del 17 ottobre, come ci si aspettava) saranno buone per quasi tutti: niente stress per gli stress test, scrive Mediobanca in una corposa ricerca dedicata al credito, in Europa serviranno “solo” 16 miliardi di capitale aggiuntivo rispetto alle soglie minime indicate dalla Bce e di questi ben 11 miliardi serviranno per una sola banca, la Royal Bank of Scotland, unica tra quelle analizzate da Mediobanca (34 istituti) che dovrebbe uscire sonoramente bocciata da Francoforte. Per Rbs Piazzetta Cuccia prevede un Cet1 phased in (l’indicatore di solidità patrimoniale, post test e Aqr) pari al 3,4% contro il 5,5% minimo richiesto. Stessa sorte (pollice verso) che toccherà, secondo Piazzetta Cuccia, ad altri sei istituti — tra cui il Banco Popolar, Lloyd e Commerzbank — mentre altri tre istituti saranno “rimandati” (“quasi-fail” rispetto al “fail” dei bocciati).

Tra le pecore nere c’è anche una banca italiana: Mps (che ieri in Borsa ha perso l’1,44%). In realtà gli analisti di Mediobanca considerano Siena quasi al limite, con un patrimonio Cet1 al 5,4% (il minimo è 5,5%): insomma, anche se il risultato della Bce coincidesse con quello di Piazzetta Cuccia, la richiesta di maggiore capitale sarebbe limitata ad una manciata di milioni (l’1% di 16 miliardi). Di sicuro, Mps è ben più fragile di Intesa (8,5% di capitale Cet 1 anche ne- gli scenari peggiori) promossa ad outperform dagli analisti (insieme al Banco popolare) mentre per Mps e Bpm il giudizio è “neutral”. Siena a parte, Unicredit è quella che ne esce con un Cet1 più basso (6,6%) in Italia.
Sempre su Mps, ieri molti speravano che sarebbero arrivate le dimissioni di due consiglieri indicati dalla Fondazione nel cda della banca, permettendo così l’ingresso dei rappresentanti di Btg Pactual e Fintech, che insieme alla Fondazione hanno stretto un Patto di sindacato su Mps. Invece, nonostante gli sforzi profusi, l’auspicato passo indietro per ora non c’è stato. Dal canto suo il presidente Alessandro Profumo ha sottolineato che «oggi la banca è viva » ed ha aggiunto: si sta «lavorando sui ricavi» ma non è come «accendere un interruttore».
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