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Le otto mosse anti-virus dell’Europa: fondi e iter snelli per cittadini e imprese

Flessibilità per aiutare Stati, imprese e cittadini Ue, con interventi mirati in grado di modellare le regole esistenti per fronteggiare la crisi dovuta alla pandemia. Con un taglio immediato a burocrazia e tempi. Su questi binari, l’Unione europea è intervenuta con misure economiche (ma non solo), mobilitando 3.400 miliardi di euro. Eppure, gli interventi positivi sono passati in secondo piano rispetto al solito scenario di una Ue responsabile di tutti i mali. Invece la Commissione, in particolare, è intervenuta su più fronti con misure ad hoc, anche “stravolgendo” la tradizionale interpretazione del quadro normativo di partenza. Passi indispensabili per superare lo shock economico anche se non ancora sufficienti, come ha sottolineato il Parlamento europeo che ha chiesto la revisione del bilancio post-2020 e un pacchetto di ripresa pari a 2.000 miliardi di euro.

In primo piano, tra le azioni avviate, gli interventi sul piano economico con l’attivazione – per la prima volta in assoluto – della clausola di salvaguardia nel bilancio Ue e la sospensione del Patto di stabilità, che ha fatto saltare, tra l’altro, il rapporto deficit – Pil e liberato risorse immediate nei bilanci statali. L’azione è su tutti i fronti: dall’economia al mercato interno, dalla concorrenza alla libera circolazione, dalla salute pubblica agli appalti e agli investimenti esteri. Bruxelles ha fornito nuove linee guida e orientamenti per l’attuazione delle misure speciali rispetto al quadro esistente, sciogliendo, in sostanza, dubbi anche sotto il profilo legale, che avrebbero rischiato di paralizzare ogni intervento.

1

Gli aiuti di Stato

si fanno in cinque

Per favorire gli interventi statali e sciogliere vincoli, Bruxelles ha adottato il 19 marzo il «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19» che, in deroga alle norme ordinarie, permette alle imprese di settori particolarmente colpiti dall’epidemia di ottenere un supporto. Cinque i tipi di aiuti previsti: sovvenzioni dirette fino a 800mila euro per impresa, garanzie statali sotto forma di prestiti bancari, prestiti pubblici e privati con tassi di interesse sovvenzionati, uso delle capacità di prestito dalle banche e flessibilità per consentire l’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine da parte dello Stato. I Paesi membri hanno avuto le autorizzazioni a concedere aiuti: il 4 maggio, la Commissione ha approvato l’intervento italiano di 30 milioni di euro per le Pmi e quello di aiuti a sostegno dei lavoratori autonomi e delle imprese con un massimo di 499 dipendenti.

Per favorire l’accesso alla liquidità per le imprese, la Commissione ha stabilito che sono consentite le garanzie pubbliche sui prestiti per un periodo e un importo limitati e l’applicazione di tassi di interesse agevolati. Le garanzie e i prestiti veicolati tramite banche o altri enti finanziari non sono valutati alla luce delle norme sugli aiuti di Stato. Alcune modifiche sono state apportate il 13 maggio con la previsione di altre misure temporanee cumulabili con gli aiuti previsti dai regolamenti de minimis o dai regolamenti di esenzione per categoria.

2

Il Recovery Fund

medicina anti-discordia

Oltre alla già avviata mobilitazione di tutte le risorse disponibili, è in moto l’approvazione del Recovery Fund, un meccanismo Ue che prevede interventi a fondo perduto per gli Stati più colpiti dall’epidemia e che dovrebbe essere finanziato da bond comuni europei. Su questo resta l’opposizione dell’Olanda. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il 13 maggio, ha presentato il piano al Parlamento europeo. L’iter è in corso. A questo si affiancherà un Fondo strategico d’investimento per aiutare i privati, mentre è già partita l’azione «Coronavirus Global Response» con una raccolta di fondi da parte di donatori di tutto il mondo (al 13 maggio sono stati raccolti 7,4 miliardi di euro). La Banca europea per gli investimenti, inoltre, ha predisposto un investimento di altri 20 miliardi nelle Pmi, con capitale proprio e con un parziale sostegno del bilancio Ue. Il Fondo europeo per gli investimenti ha già attinto un miliardo dal bilancio Ue e altri 8 miliardi per fornire aiuti alle imprese. Inoltre, i fondi non utilizzati della politica di coesione serviranno per supporti agli indigenti.

3

Cento miliardi

contro la disoccupazione

La Commissione ha avviato un nuovo strumento di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza (Sure, Temporary support to mitigate unemployment risks in an emergency) e per consentire alle persone di mantenere il posto di lavoro durante la crisi. Sure – scrive la Commissione – arriverà a 100 miliardi di euro di finanziamenti per creare o ampliare i regimi nazionali di riduzione dell’orario di lavoro. Inoltre, il programma sarà utilizzato per i partenariati tra i servizi per l’impiego, le parti sociali e le imprese per facilitare la riqualificazione professionale, specialmente per i lavoratori stagionali. Misure eccezionali saranno adottate per il settore agricolo e alimentare, anche con deroghe temporanee alle norme in materia di concorrenza.

4

Voucher volontari

Stop alle restrizioni di viaggio

La Commissione è intervenuta con misure a tutela dei turisti e supporti alle aziende del settore. Sotto il primo profilo, accanto agli orientamenti del 18 marzo sulla corretta applicazione dei regolamenti Ue sui diritti dei passeggeri, ha adottato, il 13 maggio, la raccomandazione n. 2020/648 sui buoni offerti come alternativa al rimborso per pacchetti turistici e servizi di trasporto annullati per la pandemia. Vettori e operatori hanno scelto per lo più la concessione di voucher, ma la Commissione ha specificato che l’adesione a questi buoni è volontaria, prevedendo che siano coperti anche in caso di insolvenza del vettore o dell’operatore.

Per il supporto alle aziende, Bruxelles ha attivato un pacchetto di raccomandazioni per procedere all’eliminazione graduale delle restrizioni di viaggio. Gli Stati devono agire sulla base di 3 criteri: epidemiologico (secondo la mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), di applicazione delle misure di contenimento e altre considerazioni di natura economica e sociale. Il quadro comune per la ripresa graduale con protocolli sanitari specifici per alberghi e strutture ricettive punta soprattutto a garantire l’interoperabilità transfrontaliera delle applicazioni di tracciamento.

5

Mobilità per alcuni stagionali

e corsie verdi per le merci

Se la libera circolazione garantita da Schengen è in una fase di inevitabile stallo, la Commissione ha cercato di garantire, con gli Orientamenti del 30 marzo, la libera circolazione dei lavoratori stagionali nei settori alimentare, dei trasporti e dell’assistenza sanitaria. In questo contesto, l’8 maggio, ha pubblicato le misure per favorire e accelerare il riconoscimento delle qualifiche nel settore medico. La Commissione ha precisato che la direttiva 2005/36 sul riconoscimento delle qualifiche professionali permette agli Stati membri un approccio più liberale nel trattamento degli operatori sanitari in arrivo anche perché – scrive – le verifiche preventive delle qualifiche dei professionisti non sono obbligatorie e, quindi, gli Stati membri «restano liberi di accelerarle, ridurle o eliminarle». Via libera anche al completamento precoce della loro formazione o ad adattamenti temporanei dei programmi di studio, nel solo rispetto dei requisiti minimi.

Anche per le merci, con gli Orientamenti del 23 marzo, malgrado i blocchi decisi dagli Stati membri, la Commissione ha attivato le corsie verdi (“green lanes”) per superare «le strozzature ai principali punti di valico delle frontiere interne» e assicurare il flusso di beni nel mercato interno.

6

L’Antitrust libera la cooperazione contro il Covid

Dal 16 marzo sono cambiate le modalità per lo svolgimento delle verifiche e i termini entro i quali le parti interessate sono tenute a rispondere alle richieste di informazioni della Commissione, con agevolazioni per gli operatori economici stabiliti in regioni particolarmente colpite dall’epidemia. L’8 aprile si è aggiunto il «Quadro temporaneo per la valutazione delle questioni in materia di antitrust relative alla cooperazione tra imprese». Qui la Commissione ha fatto un balzo in avanti prevedendo che per i progetti di cooperazione funzionali a colmare la mancanza di prodotti e servizi essenziali durante la pandemia, le imprese possano ottenere un’assicurazione scritta di conformità. Con questa nuova misura Bruxelles va incontro alle imprese per fornire rassicurazioni ad hoc, in anticipo, sulla legalità delle iniziative di cooperazione, così liberando le imprese da dubbi e dal rischio di possibili sanzioni (informazioni su https://ec.europa.eu/competition/antitrust/coronavirus.html).

7

Appalti in tempi più rapidi e con meno formalità

Nel cercare di conciliare esigenze di rapidità e necessità di evitare violazioni delle norme in un ambito ad alto tasso di fenomeni di corruzione, la Commissione ha pubblicato, il 1°aprile, gli «Orientamenti sull’utilizzo del quadro in materia di appalti pubblici nella situazione di emergenza connessa alla crisi della Covid-19» con le indicazioni, per le amministrazioni aggiudicatrici, su come acquistare rapidamente forniture e servizi di prima necessità e infrastrutture supplementari. Le norme Ue, infatti, prevedono, in casi di urgenza dimostrati dall’amministrazione aggiudicatrice, termini ridotti per la presentazione delle offerte. Per la procedura aperta il termine, infatti, può passare da 35 a 15 giorni e per le procedure ristrette il termine per la presentazione della domanda (fase 1) può essere fissato a 15 giorni (dai 30 previsti) e per l’offerta a 10 (partendo sempre dai 30 regolari). Ma c’è di più. La Commissione conferma la possibilità di procedure negoziate senza pubblicazione seppure «nella misura strettamente necessaria», per circostanze non imputabili alle amministrazioni aggiudicatrici. Proprio l’elevato numero di pazienti Covid-19 – osserva la Commissione – è una circostanza imprevedibile che dà il via libera per interventi derogatori rispetto al quadro tradizionale.

8

App di tracciamento: dati alle sanità nazionali

Per la revoca delle misure di contenimento, guidata da un approccio europeo comune per l’impiego delle applicazioni mobili, la Commissione ha individuato le caratteristiche e i requisiti delle app per assicurare il rispetto della legislazione Ue in materia di trattamento dati (Gdpr). Qui Bruxelles ha anche specificato che gli Stati devono intervenire con una legge che sia necessaria, opportuna e proporzionata per il conseguimento di obiettivi specifici. E questo anche nel caso di app facoltative. Per garantire la protezione dei dati la Commissione richiede che i titolari del trattamento dei dati raccolti con le app siano le autorità sanitarie nazionali. Gli Stati membri non dovranno prevedere conseguenze negative per coloro che non intendono scaricare o utilizzare una app e dovranno assicurare che i dati di prossimità siano conservati nel dispositivo della persona.

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